Il ritiro di Castel di Sangro si è chiuso con un segnale inequivocabile: Kevin De Bruyne è tornato a essere il fulcro del progetto tecnico del Napoli. Dopo un esordio stagionale opaco contro il Celta Vigo, caratterizzato da un'incomprensione con il portiere Meret che aveva regalato il pareggio agli spagnoli, il fuoriclasse belga ha letteralmente dominato la scena nell'amichevole contro l'Aris Salonicco. Con una doppietta d'autore e una conclusione terminata sul palo, poi ribadita in rete da Lucca, il trequartista ha dimostrato di aver ritrovato la condizione fisica e mentale ideale. La sua prestazione è stata un concentrato di classe e determinazione, spazzando via i dubbi che erano emersi nelle prime uscite estive e confermando la sua centralità nel nuovo scacchiere tattico azzurro.
Massimiliano Allegri, osservando dalla panchina, non ha nascosto la propria soddisfazione per l'intesa che sta nascendo con il suo nuovo numero dieci. L'allenatore livornese, storicamente a suo agio nella gestione di campioni del calibro di Andrea Pirlo, Zlatan Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo, sta studiando una collocazione tattica che possa esaltare la visione di gioco e la capacità di inserimento di De Bruyne. Non si tratta solo di una questione di moduli, ma di una sintonia umana e professionale che sembra essere scattata fin dai primi allenamenti congiunti. Allegri sa bene che per puntare ai massimi traguardi in Serie A è fondamentale avere un leader tecnico capace di inventare la giocata decisiva in qualsiasi momento, e il belga sembra aver accettato con entusiasmo questa nuova sfida sotto l'ombra del Vesuvio.
Il clima di serenità attuale è il risultato di un meticoloso lavoro diplomatico iniziato subito dopo le turbolenze di inizio estate. Le dichiarazioni rilasciate da De Bruyne dal ritiro della nazionale belga prima del Mondiale, in cui esprimeva perplessità sulla competitività della squadra e richiedeva garanzie tecniche per il futuro, avevano inizialmente irrigidito la dirigenza partenopea. Tuttavia, il direttore sportivo Manna era stato categorico, rimandando ogni discussione a un confronto diretto tra il calciatore e l'allenatore una volta terminate le vacanze. Quel chiarimento è avvenuto e ha prodotto i frutti sperati, culminando nel bagno di folla a Piazza del Plebiscito durante le celebrazioni per il centenario del club. In quell'occasione, De Bruyne ha mostrato un volto nuovo, scherzando con i tifosi e chiedendo loro in modo colloquiale se fosse tutto a posto, un gesto che ha definitivamente ricucito lo strappo con la piazza.
Ora l'attenzione si sposta inevitabilmente sugli impegni ufficiali, con il debutto in campionato contro il Genoa allo stadio Luigi Ferraris che dista ormai solo otto giorni. Il Napoli si presenta ai nastri di partenza con un organico che sembra aver trovato i giusti equilibri, grazie anche all'apporto di giovani innesti come Lucca e Hojlund, che traggono enorme beneficio dai suggerimenti e dagli assist del belga. La stagione che celebra i cento anni di storia del club non è solo una ricorrenza simbolica, ma un obiettivo concreto per una società che vuole tornare a recitare un ruolo da protagonista assoluta nel panorama calcistico italiano. Con un De Bruyne così ispirato e un Allegri pronto a guidarlo con la consueta saggezza tattica, le ambizioni dei sostenitori azzurri sono legittimamente altissime per questa nuova ed entusiasmante avventura sportiva.

