La Fiorentina si trova attualmente a gestire un vero e proprio sovraffollamento sulle corsie esterne, una situazione figlia di un mercato in entrata particolarmente dinamico che ha portato a Firenze profili come Jimenez, Valdepenas e Joao Mario. Al centro di questo intricato puzzle tattico e burocratico c'è il brasiliano Dodo, il cui futuro appare quanto mai incerto e sospeso tra due strade diametralmente opposte. Nonostante il desiderio del calciatore classe 1998 di cercare nuovi stimoli altrove, la mancanza di offerte concrete ha spinto la dirigenza viola a ipotizzare un "patto tra gentiluomini" per un prolungamento contrattuale di un solo anno. Questa mossa strategica servirebbe a disinnescare potenziali tensioni interne e a garantire serenità allo spogliatoio, permettendo al tecnico Fabio Grosso di contare su un elemento di esperienza qualora non si trovasse una sistemazione adeguata prima della chiusura della sessione estiva.

Il destino di Dodo si è intrecciato in modo inaspettato con le manovre di mercato del Napoli, che per settimane ha sondato il terreno tramite l'intermediazione di Fabio Paratici senza però mai affondare il colpo decisivo. Il club partenopeo ha infine virato con decisione su Costantino Favasuli, un'operazione che paradossalmente sorride alle casse della Fiorentina grazie a una clausola sulla futura rivendita del 50%. Quando scatterà l'obbligo di riscatto nell'accordo tra Catanzaro e Napoli, la società di Rocco Commisso incasserà circa 3,5 milioni di euro, derivanti dalla valutazione complessiva dell'affare che prevede un milione per il prestito oneroso e altri sei per il trasferimento definitivo del giovane talento classe 2004. Questo tesoretto rappresenta una boccata d'ossigeno finanziaria, ma conferma al contempo la permanenza forzata di Dodo in una rosa che non lo ritiene più un pilastro inamovibile del progetto tecnico.

Parallelamente alla questione Dodo, la dirigenza toscana deve affrontare il nodo legato a Niccolò Fortini, il cui rapporto con la maglia viola sembra ormai giunto ai titoli di coda nonostante un contratto valido fino al 2027. A differenza del terzino brasiliano, per Fortini non si prospettano ipotesi di rinnovo e il rischio di perderlo a parametro zero tra qualche stagione spinge i suoi agenti a cercare una soluzione immediata tra Serie A e mercati esteri. Il Torino è attualmente il club più attivo sul ragazzo, avendo già messo sul piatto un'offerta di 5 milioni di euro, cifra che però la Fiorentina ha prontamente rispedito al mittente ritenendola insufficiente. La valutazione fissata dal club gigliato per l'ex difensore della Juve Stabia è di almeno 10 milioni di euro, una distanza che Atalanta e Cagliari osservano con interesse, pronte a inserirsi qualora i granata non dovessero rilanciare nei prossimi giorni.

La necessità di sfoltire il reparto dei terzini non risponde solo a esigenze di bilancio, ma anche a una precisa lacuna tattica che la Fiorentina intende colmare al più presto sul versante mancino. Attualmente, infatti, l'unico specialista di ruolo a disposizione di Grosso è lo spagnolo Valdepenas, una copertura considerata troppo esile per affrontare una stagione che si preannuncia densa di impegni tra campionato e coppe. Sebbene giocatori come Luca Ranieri o il giovane Viery possano essere adattati sulla fascia, così come Joao Mario a piede invertito, la società è consapevole che si tratterebbe di soluzioni d'emergenza poco sostenibili nel lungo periodo. L'obiettivo dichiarato è dunque quello di individuare un nuovo profilo di ruolo che possa alternarsi con l'ex Real Madrid, ma ogni mossa in entrata resta subordinata alla partenza di almeno uno degli esuberi che attualmente appesantiscono numericamente la lista dei convocati.