Domani prende ufficialmente il via la stagione calcistica 2026-2027 in Spagna e, come di consueto, i riflettori saranno puntati non solo sulle stelle in campo, ma anche sulle decisioni prese nella sala VOR. Il presidente del comitato arbitrale, Fran Soto, ha tracciato una linea guida molto chiara per questa nuova annata, sottolineando la necessità di un approccio più snello e meno invasivo della tecnologia. Secondo il vertice dei fischietti spagnoli, l'obiettivo primario è intervenire esclusivamente quando strettamente necessario, seguendo il principio secondo cui è preferibile accettare un errore umano sul campo piuttosto che forzare un intervento video non indispensabile. Oltre alla selettività degli interventi, è stata richiesta una maggiore celerità nel processo decisionale per evitare le lunghe attese che spesso spazientiscono tifosi e addetti ai lavori durante i match di Liga.

Il corpo specifico dedicato al VAR per questa stagione sarà composto da quindici specialisti, mantenendo lo stesso numero complessivo dell'anno precedente ma con significativi avvicendamenti interni che segnano un cambio di passo generazionale. Tra le conferme di spicco troviamo il veterano Carlos del Cerro Grande, figura di riferimento a livello mondiale, affiancato da colleghi esperti come Valentín Pizarro, Javier Iglesias Villanueva e Jorge Figueroa Vázquez. Tuttavia, la lista vede l'uscita di scena di nomi noti come Melero López, Pablo González Fuertes e Óliver de la Fuente, sostituiti da nuove leve tra cui spicca l'inserimento di Álvaro Moreno. Questa rotazione mira a rinfrescare il gruppo dei direttori di gara, integrando anche arbitri internazionali che hanno subito un declassamento tecnico, come Guillermo Cuadra Fernández e Alejandro Muñiz Ruiz, ora chiamati a dare il loro contributo esclusivamente dalla sala video.

Una delle novità più rilevanti, già sperimentata con successo e confermata per il 2026-2027, riguarda l'abolizione definitiva del criterio di territorialità per le designazioni al VAR. In passato, si evitava accuratamente di assegnare arbitri provenienti dalla stessa regione delle squadre in campo per scongiurare sospetti di parzialità, ma questa barriera è stata abbattuta per privilegiare esclusivamente il merito e la competenza professionale. Un esempio lampante di questa politica è stato il derby di Madrid tra Real e Atlético, diretto al video da Carlos del Cerro e Valentín Pizarro nonostante la loro appartenenza territoriale. Questa scelta strategica permette al designatore di schierare sempre i migliori elementi a disposizione per le partite di cartello, garantendo la massima qualità tecnica indipendentemente dal luogo di nascita o di residenza del fischietto incaricato.

A supporto del nucleo fisso di quindici arbitri VAR, la Federazione spagnola potrà contare anche sull'apporto degli otto direttori di gara internazionali attualmente in attività, tra cui figurano nomi del calibro di Gil Manzano, Hernández Hernández e Sánchez Martínez. Questi arbitri d'élite opereranno regolarmente sia come responsabili VAR che come assistenti AVAR, garantendo un livello di esperienza internazionale costante in ogni turno di campionato, sia in Primera che in Segunda División. Il contingente è destinato ad ampliarsi ulteriormente a partire dal prossimo gennaio, quando Victor García Verdura e Alejandro Quintero acquisiranno ufficialmente lo status di internazionali, unendosi al gruppo di supporto. Questo sistema integrato punta a rendere il campionato spagnolo un modello di riferimento per la tecnologia applicata al calcio, cercando di ridurre drasticamente le polemiche che hanno caratterizzato le ultime stagioni sportive.