In casa Lazio, il futuro del reparto offensivo ruota attorno a un delicato incastro di mercato che vede Petar Ratkov come principale indiziato per una partenza eccellente. Nonostante un precampionato prolifico, condito da sei reti che ne hanno messo in luce il senso del gol, l'attaccante serbo non sembra aver convinto pienamente Gennaro Gattuso sotto il profilo tattico. L'allenatore calabrese, parlando recentemente a Frosinone, ha lasciato intendere che la permanenza del giovane centravanti sia tutt'altro che scontata, sottolineando come, pur non mettendo in discussione le sue qualità tecniche, la società debba fare delle valutazioni profonde. Quel "forse" pronunciato dal tecnico riguardo alla permanenza di Ratkov è il segnale inequivocabile di una strategia volta a monetizzare per poi reinvestire su un profilo più funzionale ai nuovi dettami tattici biancocelesti.

La necessità di un cambiamento nasce da una precisa visione del calcio italiano da parte di Gattuso, il quale ritiene che la Serie A moderna richieda interpreti con caratteristiche fisiche e atletiche ben precise. Secondo il tecnico, la stragrande maggioranza delle formazioni del nostro campionato si affida a punti di riferimento offensivi capaci di abbinare una grande potenza fisica a una velocità di esecuzione bruciante. Queste doti, purtroppo, non rientrano nel bagaglio tecnico principale di Ratkov, che si configura più come un rapace d'area di rigore vecchio stampo. Se con la precedente gestione di Maurizio Sarri il calciatore era finito ai margini del progetto tecnico, con l'arrivo dell'ex allenatore di Milan e Napoli la situazione non sembra essere mutata radicalmente, spingendo la dirigenza a cercare sul mercato un titolare che possa garantire maggiore dinamismo e profondità alla manovra.

Il percorso per arrivare al nuovo centravanti di spessore si sta rivelando però più tortuoso del previsto, complici alcuni rifiuti eccellenti e una concorrenza internazionale agguerrita. Il grande rimpianto risponde al nome di Ivanovic: nonostante la Lazio avesse trovato un'intesa di massima con il Benfica sulla base di un prestito con diritto di riscatto, il calciatore ha preferito declinare l'offerta capitolina per sposare il progetto del Lens, attratto dalla prospettiva di giocare la Champions League. Anche la pista che portava a Markmann è sfumata rapidamente a causa delle pretese del giocatore, che chiedeva garanzie assolute su un posto da titolare che Gattuso non ha voluto concedere. Sullo sfondo restano i profili di Pinamonti e Lucca, ma su entrambi gravano dubbi legati ai costi dell'operazione e alla reale compatibilità con il sistema di gioco che la Lazio intende adottare.

A complicare ulteriormente i piani del direttore sportivo c'è una situazione economica che impone estrema prudenza e oculatezza nelle spese. Il budget attualmente a disposizione per completare la rosa, che prevede l'innesto sia di un centravanti che di un difensore centrale, si aggira intorno ai nove milioni di euro totali, una cifra decisamente esigua per le ambizioni del club. Per questo motivo, la cessione di Ratkov diventa un passaggio obbligato: acquistato a gennaio per tredici milioni di euro, il serbo gode ancora di un buon mercato all'estero, con la Dinamo Mosca che avrebbe già messo sul piatto un'offerta da quindici milioni. Tuttavia, la Lazio punta a incassare una cifra superiore, anche perché dovrà riconoscere al Salisburgo, precedente proprietario del cartellino, una percentuale pari al quindici per cento sulla futura rivendita, riducendo di fatto il margine di guadagno netto.

Mentre le trattative proseguono febbrilmente dietro le quinte, la squadra continua la sua preparazione sul campo, reduce da una vittoria incoraggiante contro l'Avellino che ha visto Alessio Romagnoli guidare i compagni con la fascia di capitano. Gattuso sta lavorando intensamente sulla mentalità di un gruppo che deve imparare a essere più cinico sotto porta, accettando anche il rischio di concedere qualcosa in fase difensiva pur di produrre una mole di gioco offensiva superiore. L'obiettivo dichiarato è quello di costruire una Lazio proiettata in avanti, capace di concretizzare con regolarità le occasioni create, ma per farlo serve quell'innesto di spessore che ancora manca all'appello. Con il tempo che stringe e l'inizio del campionato ormai alle porte, la dirigenza biancoceleste è chiamata a un colpo di coda per regalare al proprio allenatore i tasselli mancanti e non vanificare il lavoro svolto durante il ritiro estivo.