A poche ore dal fischio d'inizio di Fiorentina-Inter, valida per la 30ª giornata del campionato di Serie A, Fabio Paratici ha affrontato le questioni più delicate riguardanti il momento della società viola. Intervenendo ai microfoni di DAZN nel pre-partita, il dirigente gigliato ha voluto chiarire la situazione relativa al rapporto con Beppe Marotta, che è stato suo collega e compagno di lavoro per ben quattordici anni.
Riguardo all'incontro tanto atteso con il presidente interista, Paratici ha rassicurato tutti: «Non ci siamo ancora visti, ma lo faremo a breve. Non c'è alcun problema». Ha poi sottolineato come il sodalizio con Marotta sia stato proficuo, evidenziando come entrambi abbiano ricoperto ruoli complementari grazie alle loro diverse personalità. Sebbene le loro carriere abbiano preso strade divergenti, Paratici ha ribadito che non sussistono frizioni né rivalità personali, bensì semplicemente professionisti che hanno deciso di intraprendere percorsi differenti.
Sulla situazione sportiva della Fiorentina, il dirigente ha voluto tranquillizzare l'ambiente sull'assenza di preoccupazioni nello spogliatoio. Ha comunque ammesso come negli ultimi due-tre mesi la squadra abbia attraversato alcuni momenti di stallo, senza tuttavia parlare di vera e propria discontinuità. Paratici ha ribadito la consapevolezza che la battaglia per i posti che contano andrà avanti fino alla fine della stagione, fissata per il 24 maggio.
Focal point dell'intervista è stato l'aggiornamento sulle condizioni di Moise Kean, reduce da alcuni giorni di lavoro differenziato a causa di problematiche fisiche che gli hanno impedito di svolgere la preparazione completa. Il giovane talento è rientrato in gruppo giovedì e adesso è nuovamente disponibile per partire dalla formazione titolare. Paratici ha colto l'occasione per lodare anche Gudmundsson, definendolo un calciatore di qualità sul quale la Fiorentina ripone grandi aspettative.
Lo sguardo è stato esteso anche alla Nazionale italiana, con Paratici che ha espresso ottimismo circa le prospettive azzurre nel contesto del Mondiale. Ha manifestato fiducia sia nel percorso della Fiorentina che nella capacità dei suoi giocatori, come Kean appunto, di dare il proprio contributo sia al club che alla selezione tricolore.























