Fabio Paratici non vuole sentir parlare di resa. Il direttore della Fiorentina, arrivato alla corte gigliata solo due mesi fa, ribadisce con fermezza la volontà della squadra di battersi fino all'ultimo respiro per rimanere in Serie A. Un messaggio che arriva alla vigilia della sfida cruciale contro l'Inter, in programma questa sera al Franchi alle 20.45, e che rappresenta uno scontro diretto nella zona caldissima della classifica.

La settimana dei viola è stata intensa e ricca di significati: lunedì lo straordinario 4-1 sulla Cremonese ha riportato la squadra fuori dalla zona rossa, poi giovedì il successo per 2-1 sul Rakow in rimonta ha permesso di staccare il biglietto per i quarti di Conference League contro il Crystal Palace. Risultati che Paratici utilizza come dimostrazione concreta della mentalità della squadra. "Abbiamo avuto dei momenti di difficoltà, è vero, ma siamo anche riusciti a qualificarci nei quarti di Conference e a mettere insieme tanti punti - ha dichiarato il dirigente a DAZN Italia - . La consapevolezza del nostro momento è totale: dovremo restare concentrati fino all'ultimo giorno della stagione, ma non c'è paura, solo lucidità."

Per quanto riguarda il fronte infermeria, Paratici ha buone notizie su Moise Kean, che torna nel XI titolare dopo oltre un mese di assenza. L'attaccante era fermo da marzo ma ha già giocato sessanta minuti giovedì e stasera partirà dal primo minuto al fianco di Albert Gudmundsson. Il direttore è ottimista sulle sue condizioni: "Kean ha avuto un paio di settimane molto complicate dal punto di vista dell'allenamento, ma è pronto a dare il suo contributo sia alla Fiorentina che alla Nazionale italiana". Assenti invece Manor Solomon, Luca Lezzerini, Tariq Lamptey e Rolando Mandragora, fermi per problemi muscolari.

Non è passato inosservato nemmeno l'argomento Beppe Marotta. Paratici, prima di prendere le redini della Fiorentina, ha condiviso 14 anni di proficua collaborazione con l'attuale presidente dell'Inter, tra Sampdoria e Juventus. "Non l'ho ancora incontrato prima della gara, ma è probabile che accada - ha spiegato - . Abbiamo percorso strade diverse, ma il nostro sodalizio è stato fondamentale per la mia carriera. Oggi ricopriamo ruoli completamente differenti e abbiamo personalità diverse, ecco perché eravamo complementari in passato". Un ricordo affettuoso che non cancella, naturalmente, la necessità di fare punti questa sera.

Il quadro della lotta per non retrocedere si è complicato ulteriormente nel fine settimana: la Cremonese ha battuto il Parma 2-0, mentre Cagliari e Genoa hanno perso tra le mura amiche. La battaglia rimane aperta e incerta, ma Paratici vuole che il messaggio sia chiaro: la Fiorentina non mollerà. "Dobbiamo essere uniti e ottimisti perché abbiamo tutto quello che serve per raggiungere il nostro obiettivo", ha concluso il dirigente viola.