La stagione di Lois Openda alla Juventus sta volgendo al termine, almeno quella sportiva. L'attaccante belga si trova al centro di una situazione che rischia di trasformarsi in una perdita significativa per le casse bianconere, con dinamiche di mercato complicate e un rapporto tra giocatore e società ormai deteriorato oltre il recupero.
Gli ultimi segnali dal campo lasciano pochi dubbi sullo stato della relazione. Nella gara contro il Sassuolo, il tecnico Spalletti ha preferito schierare Milik negli ultimi minuti, un calciatore fermo da quasi due anni per infortunio, piuttosto che concedere spazio all'ex giocatore del Lipsia. Una scelta che suona come una vera e propria esclusione dal progetto tattico, che contribuisce a peggiorare ulteriormente la posizione contrattuale di Openda sul mercato dei trasferimenti.
A complicare il quadro interviene un aspetto economico vincolante. La Juventus è tenuta a versare al club tedesco l'obbligo di riscatto concordato nella scorsa estate, fissato a 45 milioni di euro. Questa cifra sarà corrisposta al termine della stagione, come confermato anche da fonti accreditate nel settore, prima che il club torinese possa procedere alla cessione del giocatore. Un'operazione che trasforma quello che avrebbe dovuto essere un investimento tecnico in una semplice necessità contabile.
La prospettiva estiva presenta scenari complicati per la dirigenza bianconera. Trovare acquirenti disposti a investire somme significative su un giocatore pubblicamente escluso dal progetto tecnico non sarà agevole. L'esclusione dalle scelte di Spalletti rappresenta un danno collaterale notevole, riducendo considerevolmente l'appetibilità di Openda sul mercato globale e rischiando di generare minusvalenze importanti rispetto all'importo dell'obbligo di riscatto.
La situazione incarna perfettamente la fase di riassestamento che attraversa la Juventus, dove scelte tecniche e vincoli economici si intrecciano generando dinamiche potenzialmente dannose. Per il giocatore resta solo l'opportunità di ritrovare fiducia altrove, mentre per il club è già tempo di pensare a come limitare i danni di un'operazione che potrebbe concludersi lontano dalle aspettative iniziali.



















