Il Tottenham tocca il fondo. La sconfitta per 3-0 contro il Nottingham Forest, maturata domenica 22 marzo allo stadio di casa, rappresenta forse il momento più buio della disastrosa stagione degli Spurs, relegati ormai al 17° posto in classifica e sempre più vicini al baratro della Championship. I gol di Igor Jesus, Morgan Gibbs-White e Taiwo Awoniyi hanno certificato l'ennesimo crollo di una squadra che sembra ormai rassegnata al proprio destino.
La situazione è diventata così critica che la dirigenza del Tottenham starebbe valutando seriamente l'esonero immediato dell'allenatore Igor Tudor, un gesto disperato per provare a strappare la squadra dal vortice che la sta inghiottendo. Ma tutto lascia intendere che potrebbe ormai essere troppo tardi. Con tredici gare consecutive senza vincere in campionato, il margine d'errore è ridotto a zero, e la possibilità concreta di una retrocessione storica per il club incombe come un'ombra nera.
I tifosi hanno provato fino all'ultimo a crederci. Circa 10mila sostenitori hanno accolto gli autobus della squadra con uno spettacolo degno di una festa per la vittoria di un trofeo: fuochi d'artificio blu e bianchi, persone arrampicate su pali e fermate dell'autobus, bandiere sventolate in una disperata chiamata all'unità. Il messaggio era chiaro: "Tutti insieme, sempre". Questo nonostante le prestazioni deludenti delle settimane precedenti avessero legittimamente scatenato l'ira della piazza, con tanto di esodi durante le partite e proteste organizzate. Ma domenica, il richiamo della causa comune ha prevalso sulla rabbia accumulata, con gli oltre 58mila presenti che hanno cantato e implorato una reazione che semplicemente non è arrivata.
Solo una vittoria casalinga dalla riapertura dello stadio a inizio stagione: questo il dato allarmante che fotografa il declino degli Spurs. Le recenti prestazioni contro Liverpool e Atletico Madrid avevano momentaneamente allentato la pressione, regalando ai tifosi una briciola di speranza. Ma era soltanto un'illusione, spenta completamente dalla disfatta contro una rivale diretta nella lotta per la salvezza, una squadra che il Tottenham avrebbe dovuto almeno compitare decentemente.
La domanda che ora aleggia è inevitabile: cosa possono ancora fare i tifosi? Hanno provato i sit-in, le proteste vocali, l'esodo durante i match, e infine anche l'abbraccio incondizionato. Nulla ha funzionato. Igor Tudor non si è neppure presentato alla conferenza stampa post-partita, informato di un grave lutto familiare. Al suo posto ha parlato il vice Bruno Saltor, esaltando l'atteggiamento dei tifosi e promettendo battaglia fino al termine della stagione. Promesse che, però, suonano ormai vuote come gli ultimi posti in classifica che il Tottenham sta per occupare.

