Pep Guardiola non ha perso tempo a mettersi nei guai durante la finale della Carabao Cup a Wembley contro l'Arsenal. Bastano dieci minuti di gioco perché il quarto uomo Tom Bramall debba intervenire e richiamare il tecnico catalano all'ordine, intimandogli di restare nella sua area designata in panchina.
Il motivo? Guardiola aveva percorso circa venti metri lungo la linea laterale per impartire istruzioni ai suoi giocatori, in particolare a Nathan Ake, dopo un inizio di match non convincente da parte del Manchester City. Il gesto di Bramall, con le mani incrociate, è stato inequivocabile: niente più violazioni. Una situazione che ha chiaramente infastidito il manager dei Citizens, già visibilmente frustrato dall'avvio poco brillante della sua squadra.
Non sorprende particolarmente il comportamento di Guardiola, considerando che nella stagione in corso ha già collezionato sei cartellini gialli e sta scontando una sospensione di due giornate nel campionato di Premier League. Una sanzione che gli impedisce di stare in panchina nel massimo campionato inglese, ma che non si estende alle competizioni di coppa come la Carabao Cup. Età e esperienza non hanno temperato la passione del tecnico spagnolo, noto per la sua vivacità nelle panchine.
Guardiola ha già scontato la prima giornata di squalifica contro il West Ham, mentre dovrà stare negli spalti per il quarto di finale di FA Cup contro il Liverpool previsto per il 4 aprile. Il secondo cartellino che ha portato alla sospensione era arrivato durante la vittoria in Coppa Italia a St James' Park, occasione in cui lo stesso allenatore aveva commentato sarcasticamente: «Vi dico una cosa: abbiamo stabilito tutti i record in questo paese, ma ora ne abbiamo uno in più che mi tocca personalmente. Ho il record di manager con più cartellini gialli. Volevo tutti i record e adesso li ho. Due giornate di squalifica e poi andrò in vacanza».
Le nuove regole introdotte nella stagione hanno inasprito le penalità per i tecnici: tre cartellini gialli comportano una gara di squalifica in Premier League, mentre sei ammonizioni portano a una sospensione di due match. Nonostante questi numeri e le restrizioni, la passione che Guardiola continua a dimostrare dalle panchine rimane intatta, anche se cresce la voce che potrebbe essere l'ultima stagione dello spagnolo nel calcio inglese.

