Il Liverpool tocca il fondo e Virgil van Dijk non riesce più a nascondere l'esasperazione. La sconfitta rimediata a Brighton per 2-1, con la doppietta di Danny Welbeck, rappresenta il decimo ko stagionale in Premier League per la squadra di Arne Slot. Un risultato che allontana sempre di più i Reds dalla zona Champions League e che ha spinto il capitano olandese a sfogare tutta la sua amarezza al termine della gara.
"Non so più cosa dire, perché ripeto da mesi le stesse cose" ha dichiarato van Dijk ai microfoni. Il suo disappunto nasce dalla solita storia: l'incapacità di costruire continuità dopo una buona prestazione. Una piaga ricorrente che il Liverpool non riesce a debellare, nonostante gli sforzi e i buoni propositi. Le recenti delusioni contro Wolves e Tottenham hanno logorato ulteriormente la fiducia dell'ambiente.
Il centrale difensivo ha evidenziato anche le difficoltà logistiche che sta affrontando la squadra. "Ieri in allenamento ho visto pochi giocatori a causa della situazione infortuni" ha spiegato van Dijk, indicando come le assenze abbiano influito sulla preparazione. Un'ammissione che testimonia quanto l'infermeria stia complicando la rincorsa ai vertici della classifica inglese.
La responsabilità, secondo il calciatore, ricade esclusivamente sul gruppo squadra. "Siamo noi che dobbiamo cambiare questa dinamica, è un nostro compito" ha ribadito con determinazione. Van Dijk ha infatti sottolineato come una inversione di rotta sia possibile, ma soltanto a patto che tutti gli elementi tornino a fornire il massimo impegno. In caso contrario, la prospettiva di disputare la Champions League nella prossima stagione rimane un'illusione.
Adesso il fuoco si sposta sulle nazionali e sui prossimi impegni internazionali. Van Dijk dovrà prendersi una pausa con l'Olanda, così come gli altri compagni tornati ai rispettivi paesi. Tuttavia, il turnaround deve arrivare in fretta: il Liverpool avrà un calendario massacrante al rientro, con PSG, Fulham e nuovamente i parigini in rapida successione tra pochi giorni. Senza un cambio di mentalità radicale, il sogno europeo rischia di trasformarsi in incubo.

