Steven Gerrard non le manda a dire: l'ex capitano dell'Inghilterra ha duramente censurato Ruben Amorim per il trattamento riservato a Kobbie Mainoo durante la sua breve gestione al Manchester United. L'ex allenatore dei Red Devils, esonerato a gennaio 2026, aveva relegato il centrocampista ai margini della rosa nonostante fosse diventato un pilastro sotto Erik ten Hag.
I numeri raccontano una storia impietosa: durante l'intera stagione di Amorim, Mainoo non ha mai iniziato una partita di Premier League, trovando spazio da titolare solo una volta in Coppa di Lega. Questa situazione ha innescato una crisi di fiducia nel giovane inglese, che è stato anche escluso dalla nazionale dopo aver brillato agli Europei 2024 e aver giocato nella finale di Euro 2024. Le voci di mercato si sono moltiplicate, con il Napoli tra le squadre interessate a portarlo via da Old Trafford.
Tutto è cambiato quando Michael Carrick ha preso il posto di Amorim. Il nuovo tecnico ha reintegrato Mainoo sin da subito, schierandolo in tutti i dieci incontri giocati finora. Con il centrocampista in campo, il Manchester United ha conquistato più punti di qualsiasi altra squadra della Premier League nel periodo considerato. «È stato ingiusto non dargli alcuna opportunità, soprattutto considerando l'instabilità che caratterizzava il Manchester United», ha dichiarato Gerrard ai microfoni di TNT Sport. «Carrick ha fatto la scelta giusta: far tornare il sorriso a Mainoo, dargli fiducia e permettergli di ritrovare la forma. Ora è a un livello tale da rientrare facilmente nella rosa dell'Inghilterra».
La rinascita calcistica del giovane talento è certificata anche dal ct Thomas Tuchel, che lo ha inserito nella convocazione per il Mondiale estivo in Nord America. Secondo Gerrard, il posto nella squadra definitiva è ormai certo. Non solo: il Manchester United sta per rinnovare il contratto a Mainoo, la cui scadenza era fissata per la prossima estate. L'accordo non era stato aggiornato per riflettere l'importanza del giocatore all'interno del progetto tecnico.

