Il Cagliari sta per cambiare padrone, ma non con un colpo di scena. Il trasferimento della società rossoblù segue invece una strategia ben organizzata in più tappe, con scadenze precise e meccanismi di governance già delineati nel verbale dell'assemblea straordinaria del 10 febbraio 2026. A pilotare l'operazione il veicolo Cagliari 1920 LP, con Maurizio Fiori come figura di riferimento e il sostegno di capitalisti esteri.
Alla data dell'assemblea, lo scenario vedeva la holding Fluorsid della famiglia Giulini ancora in controllo con circa il 55% delle azioni (749.526 titoli), mentre Cagliari 1920 LP si ferma al 45% (613.249 azioni). Ma questo è solamente il punto di partenza. Il primo obiettivo è la parità: il nuovo socio potrà infatti salire a 681.387 azioni, raggiungendo il 50% del capitale. Questo traguardo attiva la cosiddetta Prima Condizione Sospensiva, evento che secondo le comunicazioni ufficiali del club dovrebbe essersi verificato a metà febbraio scorso.
Quando la quota arriva al 50%, scatta anche una rivoluzione negli assetti di governo. Le azioni verranno suddivise in due categorie, A e B, con uguali diritti economici ma poteri amministrativi diversi. Alcune scelte fondamentali – come gli statuti e le operazioni straordinarie – richiederanno il voto favorevole della categoria B, creando un sistema di pesi e contrappesi tra i soci.
La mossa decisiva è il cosiddetto Third Closing: l'assemblea ha già autorizzato lo scambio di 545.111 azioni da Fluorsid a Cagliari 1920 LP. Se tutto andrà come previsto entro le 18 del 31 maggio 2026, il veicolo di Fiori schizzerà all'80-90% del capitale, certificando il controllo pieno della società. Una struttura flessibile quella pensata per questa operazione: sono stati predisposti tre diversi statuti per adattarsi ai vari scenari possibili, permettendo una riconfigurazione automatica delle regole in base all'evoluzione della base azionaria.













