Francesco Calzona, attuale commissario tecnico della Slovacchia, ha ripercorso la sua breve ma complicata parentesi sulla panchina del Napoli in un'intervista a Radio Kiss Kiss. L'allenatore slovacco era stato chiamato da Aurelio De Laurentiis per gestire la squadra partenopea nella stagione successiva al trionfo scudettato firmato da Luciano Spalletti, in un momento di grande confusione dopo l'esonero dell'allenatore toscano e l'arrivo di Rudi Garcia. Calzona non ha nascosto le difficoltà incontrate, definendo quella stagione come «disgraziata» e ricca di ostacoli inaspettati.
Il tecnico ha rivelato diversi problemi interni che hanno caratterizzato il clima dello spogliatoio azzurro. In primo luogo, ha sottolineato come la preparazione estiva non fosse stata adeguata e come molti calciatori nutrissero contrasti con la dirigenza fin dall'inizio della stagione. Secondo Calzona, numerosi giocatori avevano già maturato l'intenzione di lasciare il club e pensavano solamente a terminare l'annata senza particolari ambizioni. Inoltre, il tecnico ha criticato aspramente le scelte di mercato effettuate, evidenziando come gli innesti non fossero stati all'altezza delle aspettative e come praticamente tutti i neo-acquisti fossero stati successivamente ceduti, ad eccezione di Cyril Ngonge che è partito solamente in un momento successivo.
Tra i problemi specifici riguardanti i singoli giocatori, Calzona ha fatto esplicito riferimento a Victor Osimhen, sottolineando il fatto che l'attaccante nigeriano non partecipava regolarmente alle sedute di allenamento, e a Khvicha Kvaratskhelia, che manifestava chiaramente il proprio malcontento e la propria insoddisfazione per la situazione generale del club. Entrambi i giocatori risultavano in conflitto con la società, una situazione che ha reso ancora più complessa la gestione tecnica della squadra.
Nonostante la stagione sia stata per lui particolarmente difficile e lontana dalle aspettative, Calzona ha dichiarato di non essersi aspettato di trovarsi di fronte a una situazione così delicata al momento del suo arrivo. Ha però riconosciuto il valore formativo di quella esperienza e gli insegnamenti che ne ha tratto. Il rapporto con il presidente De Laurentiis rimane positivo, sebbene l'ex allenatore azzurro conservi il rimpianto per un'annata che non ha potuto sviluppare pienamente a causa dei molteplici problemi emersi.

































