Lo Sheffield Wednesday non conosce tregua. Dopo la drammatica retrocessione dalla Championship – registrata come la più precoce della storia del calcio inglese professionistico – lo spettro di ulteriori punizioni incombe già sulla prossima stagione in League One. La situazione finanziaria del club inglese rimane precaria, con l'amministrazione controllata dal febbraio scorso e ancora nessun nuovo proprietario all'orizzonte.

La scorsa stagione è stata catastrofica per gli Owls: una penalità iniziale di 18 punti ha sigillato il destino della squadra, che ha visto confermata la propria retrocessione il 22 febbraio, con ben 13 gare ancora da disputare. Responsabile di questo disastro è stato l'ex presidente thailandese Dejphon Chansiri, che ha guidato il club durante undici lunghi anni caratterizzati da decisioni sbagliate e gestione fallimentare. Durante il suo mandato ha versato circa 60 milioni di sterline al club attraverso prestiti personali.

Il principale ostacolo al completamento di una nuova acquisizione riguarda proprio il debito verso Chansiri. Secondo quanto riportato da Sky Sports, nessuno dei candidati ancora in corsa per acquistare il club è disposto a corrispondere i 15 milioni di sterline dovuti all'ex proprietario. Le normative della EFL stabiliscono infatti che i creditori nel settore calcistico devono essere rimborsati integralmente, mentre gli altri creditori devono ricevere almeno il 25 percento di quanto dovuto. Il rifiuto dei nuovi potenziali proprietari di rispettare questa condizione comporterebbe automaticamente una penalità di 15 punti, ulteriore handicap nel percorso verso la risalita.

La situazione è complicata da altri debiti significativi: l'agenzia fiscale britannica (HMRC) vanta un credito di 6 milioni di sterline, mentre 3 milioni sono dovuti per spese legali. Inoltre, servirebbero altri 8 milioni per ristrutturare lo stadio di Hillsborough. In corsa per acquisire il club rimangono il magnate Mike Ashley, ex proprietario del Newcastle United, e l'imprenditore americano David Storch. Un nuovo candidato preferito potrebbe essere annunciato entro pochi giorni. Nel frattempo, il gruppo guidato dal giocatore professionista di poker James Bord – che aveva già investito 4 milioni di sterline nel processo e aveva formulato un'offerta di circa 48 milioni – ha abbandonato le trattative a fine febbraio, ritenendo il suo significativo impegno economico non più giustificabile.