Il Napoli ha finalmente ritrovato il sorriso e, soprattutto, i suoi campioni. Nelle ultime quattro giornate prima della sosta, la formazione partenopea ha messo a segno altrettante vittorie consecutive contro Verona, Torino, Lecce e Cagliari, raccogliendo 12 punti che profumano di rinascita. Un cambio di passo che coincide precisamente con il rientro in campo dei giocatori più importanti: Lukaku e Gilmour hanno finalmente ripreso a calcare i rettangoli verdi, mentre Anguissa, De Bruyne e McTominay hanno ritrovato continuità. Quest'ultimo ha segnato il gol vittoria contro il Cagliari dopo appena 74 secondi, mentre Romelu ha firmato il sigillo decisivo contro l'Hellas al 96esimo minuto. Una squadra trasformata, capace di esprimere il calcio che Conte ha sempre desiderato.

Ma è proprio qui che risiede il grande rammarico. Analizzando i numeri, emerge un quadro desolante rispetto a quello che avrebbe potuto essere. Nel primo mese di campionato, quando ancora gli infortuni non avevano decimato la rosa, il Napoli delle quattro stelle ha collezionato 18 punti in otto giornate, condividendo il primo posto con la Roma. Eppure il progetto estivo era stato costruito proprio per competere per lo scudetto: un mercato ambizioso, con ingaggi di caratura internazionale, era stato realizzato per regalare a Conte una squadra da subito competitiva.

Poi è arrivata l'onda lunga degli infortuni. Dopo il successo contro l'Inter dell'ottava giornata, De Bruyne è stato costretto ai box. A seguire, uno dopo l'altro, sono toccati a Gilmour, Anguissa, Neres e Rrahmani gli stop forzati. Poi Di Lorenzo, McTominay, Lobotka e persino Vergara. In pratica, dal 28 ottobre al 22 febbraio, il Napoli ha dovuto giocare con una rosa rivoluzionata, raccogliendo 32 punti in 18 partite. Un rendimento onesto, certo, ma non da protagonista. Al contrario, quando il gruppo ha potuto contare su tutti gli effettivi, il Napoli ha fatto registrare una media di 30 punti ogni 12 partite, un rendimento totalmente diverso e decisamente più consono alle aspettative estive.

A questo punto, la sfida che attende Conte non è più quella di costruire, bensì quella di sorpassare. Il Milan attende il Napoli al Maradona il 6 aprile, nella sfida diretta per il secondo posto. Una partita che potrebbe riaprire scenari importanti nella corsa ai vertici della classifica, a patto che la squadra continui a mantenersi integra fisicamente. Perché è vero che il Napoli con i suoi campioni a disposizione è una formazione da scudetto, ma purtroppo il danno della lunga assenza dei big è già stato fatto. Troppi punti persi quando contavano davvero.