Il Chelsea è stato colpito dalla multa più salata mai comminata dalla Premier League per aver violato le normative sulla trasparenza finanziaria e gli investimenti tramite terze parti. La punizione, comminata alla scorsa settimana, ammonta a 10 milioni di sterline, accompagnata da un divieto sospeso per un anno di effettuare trasferimenti di giocatori e da un blocco immediato di nove mesi per l'iscrizione di giovani provenienti da club di Premier League ed EFL. Ciò che ha sorpreso molti osservatori è l'assenza di penalità sportive dirette, come una detrazione di punti in classifica.
Le irregolarità riscontrate risalgono agli anni sotto la gestione di Roman Abramovich, prima dell'arrivo dei nuovi proprietari Behdad Eghbali e Todd Boehly di Clearlake Capital. È stato proprio il nuovo management del club londinese a denunciare volontariamente questi problemi durante il processo di acquisizione, aprendo completamente i registri alle autorità competenti. La Premier League stessa ha riconosciuto come "eccezionale" il livello di collaborazione offerto dalla dirigenza blues.
Non tutti però hanno accettato pacificamente la decisione. Alcuni club hanno sollevato questioni riguardanti l'assenza di sanzioni sportive, specialmente considerando i precedenti di Nottingham Forest ed Everton, entrambi penalizzati con detrazioni di punti per violazioni legate alle regole sul profitto e la sostenibilità finanziaria. Anche David Moyes, allenatore dell'Everton, ha pubblicamente espresso la sua frustrazione per il trattamento differenziato riservato al Chelsea.
Tuttavia, il recente vertice della Premier League tra i vertici della lega e i dirigenti dei club ha rivelato una situazione tutt'altro che conflittuale. Secondo Karren Brady, vicepresidente del West Ham, nella riunione di giovedì scorso non è emersa alcuna contestazione nei confronti della nuova proprietà del Chelsea. "Nessuno ha nemmeno nominato la questione", ha scritto Brady sulla sua rubrica del Sun. La dirigente ha sottolineato come i nuovi proprietari abbiano dimostrato una rara trasparenza nel calcio moderno, accettando pienamente le responsabilità e collaborando pienamente: "Non hanno negato, non si sono nascosti, hanno semplicemente messo sul tavolo tutto quello che andava chiarito".
Brady ha anche elogiato il modo in cui la Premier League ha gestito il caso, definendolo appropriato e meritevole di sostegno. La sensazione prevalente nei corridoi delle grandi società inglesi sembra essere che il biasimo ricada esclusivamente sulla gestione precedente del club, e non sui nuovi proprietari che hanno scelto di collaborare apertamente con gli investigatori piuttosto che opporre resistenza.



















