L'ex presidente della FIFA, Sepp Blatter, continua a scontare la sua lunghissima esclusione dal mondo del calcio, un esilio forzato che sembra non avere fine nonostante il passare degli anni. Nonostante i suoi 90 anni, l'ex dirigente svizzero rimane vincolato a due sospensioni consecutive che, sommate, lo terranno lontano da qualsiasi attività legata allo sport fino al giugno del 2028. La sua caduta, iniziata ufficialmente nel giugno del 2015, segnò la fine di un regno durato quasi vent'anni, iniziato nel 1998 e terminato bruscamente sotto il peso di un'imponente inchiesta per corruzione condotta dalle autorità degli Stati Uniti. In quel momento drammatico per la governance mondiale, Blatter dichiarò pubblicamente che il suo mandato non sembrava essere sostenuto da tutti, aprendo la strada a una fase di transizione che avrebbe portato all'elezione di Gianni Infantino.
Il nucleo centrale delle controversie che hanno travolto Blatter riguarda un controverso pagamento di circa 1,3 milioni di sterline effettuato nel 2011 a favore di Michel Platini, all'epoca presidente della UEFA. Sebbene entrambi i dirigenti abbiano sempre sostenuto che tale somma fosse legata a un accordo verbale per consulenze tecniche svolte tra il 1998 e il 2002, gli organi etici della federazione internazionale non hanno mai accettato questa versione dei fatti. Inizialmente, nel dicembre 2015, fu comminata una squalifica di otto anni, poi ridotta a sei dopo i vari gradi di giudizio sportivo. Nonostante nel 2025 i tribunali svizzeri abbiano assolto entrambi dalle accuse di corruzione criminale, le sanzioni sportive sono rimaste in vigore, confermando la severità del codice etico interno rispetto alla giustizia ordinaria.
La situazione di Blatter si è ulteriormente aggravata nel marzo del 2021, quando la FIFA ha imposto una seconda sospensione di sei anni e otto mesi. Questo nuovo provvedimento è scattato immediatamente dopo la scadenza della prima sanzione, estendendo l'interdizione dell'ex presidente per molteplici violazioni del codice etico. Insieme a lui, anche l'ex segretario generale Jerome Valcke ha ricevuto una punizione di pari durata. Le indagini interne hanno evidenziato la ricezione di vantaggi indebiti e bonus sproporzionati, delineando un quadro di gestione finanziaria che la nuova amministrazione ha cercato, almeno ufficialmente, di smantellare per ripulire l'immagine dell'istituzione di Zurigo, sebbene le ombre del passato continuino a pesare come macigni.
Tuttavia, il presente della FIFA non appare meno turbolento del suo passato recente. Gianni Infantino, il successore di Blatter, si trova oggi al centro di una feroce polemica internazionale a causa dei suoi piani per vendere quote delle competizioni FIFA, incluso il Mondiale, a investitori privati. Questa mossa ha scatenato l'ira delle principali federazioni europee: la Federcalcio inglese sembra intenzionata a seguire l'esempio di quella gallese, ritirando ufficialmente il sostegno alla rielezione di Infantino. La tensione è palpabile e riflette una spaccatura profonda tra il vertice mondiale e le basi storiche del calcio continentale, preoccupate per una deriva eccessivamente commerciale dello sport più seguito al mondo che potrebbe compromettere l'integrità dei tornei.
La UEFA ha recentemente espresso una posizione durissima attraverso un comunicato ufficiale, affermando che l'attuale leadership della FIFA non ha perso solo la fiducia della confederazione europea, ma anche quella di molti altri membri della famiglia del calcio. Le minacce di azioni legali e gli avvertimenti rivolti a Infantino affinché non distrugga prove documentali indicano un clima di sospetto che ricorda i giorni più bui dell'era Blatter. Mentre il vecchio presidente osserva dall'esterno un mondo che gli è ormai precluso, il suo successore deve navigare in acque agitate, cercando di evitare che le stesse dinamiche di potere e le accuse di cattiva gestione portino a un nuovo, clamoroso ribaltone ai vertici del calcio globale, con conseguenze imprevedibili per il futuro dei campionati mondiali.



