Domenica prossima Newcastle ospiterà nuovamente il Sunderland a St James' Park, ma il ritorno del derby della Tyne-Wear dopo un decennio di assenza riporta alla mente uno dei match più controversi della storia recente della Premier League. Il racconto di quella sfida del marzo 2012 è un concentrato di tensione, violenza e conseguenze disciplinari che ancora oggi rappresenta un caso emblematico di come una partita possa degenerare completamente.
Tutto iniziò da un intervento di James McClean su Danny Simpson al 19° minuto. Un normale scontro di gioco che avrebbe dovuto concludersi con i soliti cartellini gialli. L'arbitro Mike Dean, però, si trovò ben presto sommerso da una situazione incontrollabile. Da quel momento il match si trasformò in una bolgia: scoppiò una maxi rissa con 21 giocatori coinvolti, i toni si alzarono in maniera esponenziale e la partita perse completamente il controllo. Dean distribuì otto cartellini gialli e dovette ricorrere a due espulsioni dirette per provare a ripristinare l'ordine.
Lo scontro non rimase confinato al terreno di gioco. Anche in panchina la tensione raggiunse livelli allarmanti: Andy Woodman, allenatore dei portieri del Newcastle, venne espulso dalla panchina dopo l'intervallo per una furibonda discussione con Jim Henry, il preparatore atletico del Sunderland. Anche i due tecnici, Alan Pardew per i Magpies e Martin O'Neill per i Black Cats, si ritrovarono coinvolti negli scontri verbali che caratterizzarono quella maledetta domenica.
Nonostante il caos, la partita proseguì e terminò 1-1, con un calcio di rigore di Nicklas Bendtner per il Newcastle e il gol del pareggio firmato da Shola Ameobi all'ultimo secondo. Ma il risultato passò in secondo piano. L'episodio più grave avvenne al 58° minuto quando Stephane Sessegnon fu espulso per una gomitata a Cheick Tiote. Ancora più sorprendente fu l'espulsione di Lee Cattermole direttamente alla fine della partita per linguaggio offensivo e ingiurie.
Tre giorni dopo arrivò la comunicazione ufficiale della FA: entrambi i club vennero accusati di non aver garantito la corretta condotta dei propri giocatori e di non aver impedito comportamenti provocatori. Ebbero tempo fino al 12 marzo per rispondere alle accuse. Le conseguenze furono pesanti: Newcastle venne multata di 40mila sterline, mentre il Sunderland pagò 20mila sterline. Il doppio della sanzione per i Magpies derivò dal fatto che era la loro seconda infrazione disciplinare nella medesima stagione 2011-12. Un derby destinato a rimanere nella memoria come uno dei più violenti e caotico della Premier League moderna.









