Emmanuel Adebayor torna a parlare dell'Arsenal e della loro lotta per il titolo in Premier League. L'ex centravanti, che ha indossato la maglia dei Gunners dal gennaio 2006 fino al 2010, aveva sollevato un interrogativo inquietante nei mesi scorsi: il club londinese potrebbe essere vittima di una maledizione? Ora, con la squadra allenata da Mikel Arteta in piena battaglia per lo scudetto nella stagione in corso, la situazione sembra tutt'altro che disperata.
Quando Adebayor arrivò a Londra, erano passati poco meno di due anni dal leggendario trionfo degli Invincibles del 2003/04, ultimo titolo conquistato dall'Arsenal. Lo striker togolese contribuì alla crescita della squadra con 62 reti in 142 presenze totali, eppure durante il suo periodo non riuscì mai a portare i Gunners oltre il terzo posto in classifica. Una tendenza che, purtroppo per i tifosi, si è protratta anche nei decenni successivi.
Lo stesso Adebayor, che in seguito si trasferì ai Tottenham (alimentando un'autentica rivalità con chi lo aveva lanciato), si è lasciato andare a riflessioni amareggianti in un'intervista rilasciata a Sky Sports nell'ottobre del 2023. Pur esprimendo genuini auguri ai Gunners e dichiarando di sperare che il pubblico avesse superato l'episodio della provocatoria esultanza quando segnò con la maglia del Manchester City, il calciatore aveva manifestato forti dubbi sulle reali possibilità di successo: "La scorsa stagione eravamo tutti con loro, speravamo nel titolo e andavano molto forte. Poi tra gennaio e febbraio dissi ai miei amici: spero non comincino a perdere punti. Era la stessa cosa che accadeva quando giocavo io".
Adesso, tuttavia, le cose stanno cambiando. La campagna di Arteta rappresenta effettivamente un'occasione come poche altre nella storia recente del club. I risultati della squadra londinese, la solidità tattica e il progetto che il tecnico basco sta portando avanti potrebbero finalmente rovesciare il tavolo e regalare quel tanto agognato trofeo che manca dal lontano 2004. Per i tifosi dell'Arsenal, questa potrebbe essere l'occasione giusta per mandare in archivio una maledizione che dura ormai da oltre due decenni.



















