Il mondo del calcio è scosso da una tensione diplomatica senza precedenti tra la FIFA e l'UEFA, con quest'ultima che sta seriamente valutando l'ipotesi di un boicottaggio dei prossimi campionati mondiali. Al centro della disputa c'è l'annuncio shock della federazione internazionale guidata da Gianni Infantino, intenzionata a cercare investimenti privati massicci per finanziare le proprie attività future. La proposta prevede la creazione di una nuova società sussidiaria, denominata FIFA Forward Enterprise, che avrebbe una valutazione stimata di circa 20 miliardi di dollari. L'obiettivo dei vertici di Zurigo sarebbe quello di cedere il 20% di questa nuova entità a investitori esterni per raccogliere immediatamente una cifra vicina ai 4,2 miliardi di dollari, una mossa che ha scatenato l'ira immediata dei vertici del calcio europeo.
A guidare la cordata di investitori interessati all'operazione sarebbe Thrive Eternal, una nota società di venture capital statunitense fondata da Joshua Kushner, fratello del genero dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Questo passaggio segnerebbe un punto di non ritorno nella gestione commerciale del calcio globale, accelerando un processo di monetizzazione aggressiva già ampiamente avviato sotto la presidenza Infantino. Si stima infatti che la FIFA possa generare ricavi per ben 13 miliardi di dollari nel ciclo quadriennale che porterà all'edizione del 2026, segnando un incremento del 72% rispetto al periodo precedente. Tuttavia, la prospettiva di affidare una quota significativa del governo del calcio a capitali privati americani è vista come una minaccia esistenziale all'integrità dello sport da parte di molte federazioni nazionali.
La risposta dell'UEFA non si è fatta attendere e si preannuncia durissima attraverso l'organizzazione di un incontro d'emergenza previsto per questa settimana. Il vertice coinvolgerà tutti i 55 membri della confederazione europea, inclusa la Federcalcio inglese che si è detta colta di sorpresa e profondamente preoccupata dall'annuncio unilaterale della FIFA. Tra le opzioni drastiche sul tavolo, la più estrema riguarda il boicottaggio del Mondiale maschile del 2030, che dovrebbe svolgersi tra Spagna, Marocco e Portogallo, ma anche della rassegna iridata femminile in programma il prossimo anno in Brasile. In una nota ufficiale dai toni infuocati, l'UEFA ha dichiarato che è stato superato un limite che le istituzioni calcistiche non dovrebbero mai oltrepassare, sottolineando come l'anima e la gestione del calcio non siano beni di scambio da negoziare senza alcuna trasparenza finanziaria.
Non è la prima volta che lo scontro tra Nyon e Zurigo raggiunge livelli di guardia così elevati, ricordando precedenti frizioni che hanno già cambiato il corso della politica sportiva. Già nel 2021, il presidente dell'UEFA Aleksander Ceferin era riuscito a bloccare il controverso progetto della FIFA di disputare il Mondiale ogni due anni, minacciando proprio la non partecipazione in blocco delle nazionali europee. La posizione attuale appare altrettanto ferma e intransigente: i vertici europei hanno ribadito con forza che nessuno è proprietario del calcio e che la FIFA non ha il diritto di metterlo in vendita. Se il piano di Infantino dovesse procedere nonostante le opposizioni, si rischierebbe una scissione definitiva che cambierebbe per sempre il volto delle competizioni internazionali, mettendo in discussione la stessa sopravvivenza dei tornei per nazioni così come li abbiamo conosciuti finora.



