Marina Granovskaia è stata per quasi vent'anni il volto della potenza contrattuale dello Chelsea, incarnando quella figura di negoziatore spietato che ha aiutato il club londinese a dominare il mercato internazionale. Arrivata a Londra nel 2003 come membro della cerchia ristretta intorno a Roman Abramovich, la dirigente russo-canadese ha visto progressivamente aumentare la sua influenza fino a diventare il simbolo stesso della strategia acquisitiva dei Blues.

Da quando ha iniziato a occuparsi di calciomercato nel 2010, passando per l'ingresso nel consiglio d'amministrazione nel 2013 fino alla nomina a chief executive nel 2014, Granovskaia ha orchestrato una delle operazioni di mercato più vincenti della storia recente. Durante il suo mandato il Chelsea ha vinto otto trofei importanti, inclusi due titoli di Premier League e la Champions League nel 2021. Ma la sua vera maestria si è manifestata nelle trattative: dai colpi su misura come N'Golo Kanté, Diego Costa e Fàbregas, fino al capolavoro commerciale rappresentato dall'accordo da 900 milioni di sterline con Nike.

L'operazione che ha maggiormente consacrato la sua reputazione rimane però la cessione di Eden Hazard al Real Madrid nel 2019 per 100 milioni di sterline, nonostante al belga rimanesse solo un anno di contratto. Questo genere di trattative ha stabilito lo Chelsea come una macchina formidabile nella generazione di plusvalenze, trasformando Granovskaia in una figura leggendaria tra gli addetti ai lavori.

Tutto è cambiato nel 2022 con l'invasione russa dell'Ucraina. Le sanzioni imposte ad Abramovich e il trasferimento della proprietà al consorzio Todd Boehly-Clearlake hanno segnato la fine di un'era. Dopo venti anni, Granovskaia è stata progressivamente emarginata, abbandonando il club nel giugno 2022 con un bonus di partenza riportato di 35 milioni di sterline. Negli ultimi anni, la dirigente ha mantenuto un profilo estremamente basso, scomparendo quasi completamente dalla scena pubblica mentre i tifosi del Chelsea guardano al suo operato con una nostalgia sempre crescente, consapevoli che l'era Boehly non ha ancora raggiunto gli standard che lei aveva stabilito.