Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha scatenato un'ondata di polemiche a seguito della pubblicazione di una lettera aperta di 886 parole, diffusa tramite il suo profilo Instagram e il sito ufficiale della federazione. In questo lungo e singolare messaggio, il numero uno del calcio mondiale ha esortato i suoi detrattori a "prendersi un momento per riflettere, meditare o pregare", cercando di riscrivere la narrazione di un Mondiale che, nonostante il successo di pubblico, è stato segnato da numerose ombre. Infantino ha rivolto parole durissime a coloro che ha definito "consumati dall'odio e dalle critiche", sostenendo che tali persone si siano perse la bellezza di vedere "bambini, neonati, nonni e genitori riuniti per il gioco più bello del mondo" in quello che ha descritto senza mezzi termini come "il miglior spettacolo della terra".

Nonostante il tono trionfalistico del presidente, la realtà dei fatti racconta una storia diversa, fatta di tensioni diplomatiche e problemi logistici che hanno caratterizzato la rassegna svoltasi tra Stati Uniti, Canada e Messico dall'11 giugno al 19 luglio. Infantino ha preferito ignorare episodi spinosi come il visto negato all'arbitro somalo Omar Artan o le enormi difficoltà incontrate dalla delegazione dell'Iran per entrare nel territorio statunitense. Ancora più eclatante è stato il silenzio sulle interferenze di Donald Trump nei procedimenti disciplinari riguardanti l'attaccante americano Folarin Balogun dopo un cartellino rosso, un evento che ha sollevato dubbi sull'indipendenza della giustizia sportiva. Il presidente ha invece insistito sul fatto che ci siano stati "zero incidenti, zero ostilità e zero violenza", parlando solo di "gioia, emozioni, felicità e unità".

La gestione del torneo è stata criticata anche per questioni più prettamente legate al campo e all'esperienza dei tifosi, come lo scandalo dei prezzi dei biglietti eccessivamente gonfiati e l'introduzione controversa delle pause di idratazione in ogni tempo di gioco, che hanno spezzato il ritmo delle partite. Anche la finalissima di New Jersey, vinta dalla Spagna contro l'Argentina, non è stata esente da momenti spiacevoli: il comportamento di alcuni giocatori e membri dello staff tecnico argentino dopo la sconfitta ha macchiato la cerimonia di chiusura. Eppure, Infantino, che ha assistito alla finale proprio al fianco di Trump, sembra aver rimosso questi episodi sgradevoli dalla memoria, preferendo concentrarsi sulla presenza di "celebrità globali della musica, del cinema, dell'intrattenimento e dello sport" che avrebbero reso l'evento un successo planetario senza precedenti.

Il comportamento personale di Infantino durante i 39 giorni della competizione è finito sotto la lente d'ingrandimento: il presidente ha utilizzato un jet privato per assistere a ben 44 partite, spostandosi freneticamente per stringere mani a leader mondiali e figure influenti, mossa interpretata da molti come una strategia per assicurarsi i voti necessari a un nuovo mandato. Mentre le critiche per l'impatto ambientale e i costi di tali spostamenti aumentano, emergono indiscrezioni sul suo futuro politico, con Donald Trump che lo avrebbe addirittura proposto come prossimo capo delle Nazioni Unite. Questa lettera, dunque, non appare solo come una difesa d'ufficio dell'operato della FIFA, ma come un vero e proprio manifesto politico volto a silenziare il dissenso in vista delle prossime sfide istituzionali, ignorando deliberatamente le criticità sollevate da media e tifosi durante tutto il mese di luglio.