La parabola discendente di Marcus Rashford al Manchester United era già scritta quando, nel tardo 2024, Ruben Amorim decise di richiamarlo tra i convocati per la sfida contro il Newcastle. Una scelta che, tuttavia, apparve principalmente dettata dall'emergenza infortuni che colpiva i Red Devils in quel periodo, poiché l'attaccante inglese rimase seduto in panchina per l'intera durata della partita senza ricevere neppure un minuto di gioco.
L'esclusione dalla squadra era stata precedente e deliberata. Amorim aveva pubblicamente dichiarato che Rashford non rientrava nei suoi piani per prestazioni ritenute insufficienti durante gli allenamenti. La convocazione contro i Magpies rappresentava quindi un'eccezione dovuta ai numerosi assenti dell'infermeria. "Abbiamo molti giocatori fuori, quindi è qui", aveva spiegato il tecnico portoghese in quella occasione, confermando di fatto che la permanenza del giocatore in rosa era puramente strumentale.
A distanza di pochi mesi, e con le prospettive di spazio sempre più ridotte a Old Trafford, Rashford ha intrapreso un percorso che lo ha portato prima in prestito all'Aston Villa fino all'estate 2025, poi definitivamente al Barcellona nella stagione 2025-2026. La scelta si è rivelata proficua: nella Liga spagnola l'attaccante ha trovato il giusto minutaggio e la fiducia tattica, realizzando 10 gol e fornendo 13 assist in 37 presenze complessive.
Ora Rashford si appresta a tornare sul suolo inglese per affrontare proprio il Newcastle, suo antico rivale, in occasione degli ottavi di finale di Champions League presso il St James' Park. Non è la prima volta che l'ex Red Devil calpesta i campi britannici da quando veste la casacca blaugrana: già a settembre aveva segnato una doppietta nella fase campionato della massima competizione europea quando il Barcellona ha superato il Newcastle, mentre a novembre ha giocato a Stamford Bridge dove il Chelsea si è imposto 3-0.
La situazione contrattuale rimane in evoluzione: il Barcellona dispone di un'opzione per il riscatto fissata a 26 milioni di euro. La storia di Rashford a Manchester, caratterizzata dalle difficoltà sotto la gestione Amorim (il quale è stato successivamente sollevato dall'incarico a gennaio), rappresenta un episodio significativo nel dibattito sulla gestione tecnica dei talenti consolidati in ambito europeo.

















