Il centrocampista spagnolo Rodri ha ufficialmente "completato il calcio", raggiungendo una vetta che pochissimi atleti nella storia di questo sport sono riusciti a scalare. Con la recente conquista del Pallone d'Oro 2024, che si aggiunge al Campionato Europeo vinto con la Spagna nello stesso anno, alla Champions League alzata con il Manchester City nel 2023 e al titolo mondiale conquistato in precedenza, il metronomo di Madrid ha chiuso un cerchio perfetto. Owen Bagnall, in una recente analisi giornalistica, si è chiesto se esistano altri profili capaci di vantare un simile curriculum, e la risposta risiede in una lista d'élite estremamente ristretta, dove ogni nome rappresenta un'epoca d'oro del calcio mondiale. Rodri non è solo un vincitore seriale, ma il perno tattico attorno al quale ruotano i successi delle squadre più forti dell'ultimo biennio, dimostrando una continuità di rendimento che lo pone di diritto tra i più grandi interpreti del ruolo di sempre.

I primi a compiere questa impresa titanica furono i pilastri della Germania Ovest degli anni Settanta, Franz Beckenbauer e Gerd Müller. Il 7 luglio 1974, superando l'Olanda nella finale della Coppa del Mondo, i due campioni tedeschi completarono il set di trofei nello stesso identico giorno. Entrambi arrivavano a quel trionfo dopo aver vinto la Coppa dei Campioni con il Bayern Monaco pochi mesi prima e il Campionato Europeo con la nazionale tedesca nel 1972. Il "Kaiser" Beckenbauer aveva già sollevato il Pallone d'Oro nel 1972, mentre il "Bomber" Müller lo aveva vinto nel 1970. La loro capacità di dominare sia a livello di club che con la maglia della nazionale ha stabilito uno standard di eccellenza che sarebbe rimasto ineguagliato per quasi tre decenni, sottolineando quanto sia raro trovare giocatori capaci di essere decisivi in ogni singola competizione di massimo livello internazionale.

Dovettero passare infatti quasi trent'anni prima che un altro fuoriclasse riuscisse a eguagliare tale primato: Zinedine Zidane. Il genio francese completò la sua bacheca leggendaria nel 2002, quando trascinò il Real Madrid alla vittoria della Champions League con quel memorabile gol al volo nella finale contro il Bayer Leverkusen. Quel trofeo andò a fare compagnia al Mondiale vinto in casa nel 1998, al Pallone d'Oro ricevuto nello stesso anno e all'Europeo conquistato nel 2000 nella finale contro l'Italia. Poco dopo, anche il Brasile ha iscritto i suoi rappresentanti in questo club esclusivo. Rivaldo completò l'opera nel 2003 vincendo la Champions con il Milan, dopo aver già ottenuto la Copa América nel 1999, il Pallone d'Oro nello stesso anno e il Mondiale nel 2002. Sebbene nella finale di Manchester contro la Juventus fosse rimasto in panchina, il suo contributo durante l'intero torneo fu fondamentale per il successo della squadra rossonera.

Anche Ronaldinho e Lionel Messi fanno parte di questa ristretta cerchia, sebbene con percorsi temporali differenti. Il fantasista brasiliano ha vinto la Copa América nel 1999, il Mondiale nel 2002, il Pallone d'Oro nel 2005 e infine la Champions League con il Barcellona nel 2006, diventando l'icona globale del calcio spettacolo. Per Messi, invece, il percorso è stato più lungo e sofferto, specialmente per quanto riguarda i successi con la maglia dell'Argentina. Dopo aver vinto la Champions League più volte con i blaugrana (la prima nel 2006, sebbene da comprimario, e poi da protagonista assoluto nel 2009) e aver collezionato numerosi Palloni d'Oro, la "Pulce" ha dovuto attendere il 2021 per la Copa América e il 2022 per il Mondiale in Qatar. Questo ritardo cronologico non intacca minimamente la grandezza del suo palmarès, che oggi appare come uno dei più completi e pesanti dell'intera storia dello sport moderno.

Analizzando i tempi di realizzazione di questa impresa, emerge un dato sorprendente: solo Franz Beckenbauer è stato più veloce di Rodri nel collezionare tutti e quattro i titoli principali, riuscendoci in un arco di soli due anni. Lo spagnolo ha mostrato una fame di vittorie senza precedenti, diventando il simbolo di una Spagna che è tornata a dominare il continente e di un Manchester City che ha finalmente infranto il tabù europeo. È interessante notare come nel calcio femminile questo traguardo non sia ancora stato raggiunto da nessuna atleta, principalmente a causa della giovane età del Pallone d'Oro femminile, istituito solo sette edizioni fa. Stelle del calibro di Alexia Putellas e Aitana Bonmatí hanno già vinto quasi tutto, ma dovranno attendere gli Europei del 2029 per provare a completare un set che le renderebbe le prime donne a entrare in questo olimpo sportivo, confermando quanto sia difficile mantenere l'eccellenza assoluta su ogni fronte per un periodo così prolungato.