Leandro Paredes non arretra di un millimetro nonostante le pesanti critiche piovute dopo la tesissima finale tra Spagna e Argentina. L'ex centrocampista di Roma e Juventus, oggi in forza al Boca Juniors, ha affidato ai social network un messaggio carico di emozione e fermezza, evitando accuratamente qualsiasi forma di scusa per il comportamento aggressivo tenuto in campo. Il calciatore ha dichiarato apertamente di provare un dolore profondo per non aver regalato al suo Paese la gioia che meritava, ma ha sottolineato di avere il petto gonfio d'orgoglio per aver dato tutto e aver riportato la bandiera argentina ai vertici del calcio mondiale. Per Paredes, far parte di questo gruppo, definito come la miglior selezione argentina della storia, rimane un onore che va oltre il risultato finale della competizione, nonostante il clima di condanna globale che circonda il suo atteggiamento post-partita.
Ad alimentare ulteriormente il dibattito attorno alla figura del mediano è intervenuta sua madre, la signora Myriam, intercettata dai cronisti all'aeroporto di Buenos Aires in un clima di forte commozione. La donna, scoppiata in lacrime davanti alle telecamere, ha difeso strenuamente il figlio e i suoi compagni, esortandoli a non lasciarsi influenzare dalle feroci critiche esterne che stanno colpendo la squadra dopo la sconfitta. La rivelazione più sorprendente riguarda però le reali condizioni fisiche di Leandro: secondo quanto riferito dalla madre, il calciatore avrebbe disputato le ultime tre partite del torneo con una costola incrinata. Nonostante il dolore lancinante e il rischio di peggiorare l'infortunio, Paredes avrebbe stretto i denti pur di non abbandonare i compagni nel momento cruciale, dimostrando un attaccamento alla maglia che la famiglia ha voluto ribadire con forza per mettere a tacere i detrattori.
Sul fronte disciplinare, la situazione si fa estremamente complessa per l'Argentina e per lo stesso Paredes, poiché la FIFA ha ufficialmente aperto un'indagine formale sulla rissa scoppiata al termine della sfida contro le Furie Rosse. Il rischio concreto è quello di una squalifica esemplare che potrebbe tenere il centrocampista lontano dai campi internazionali per un lungo periodo, compromettendo le prossime convocazioni ufficiali. Le immagini del post-partita mostrano momenti di altissima tensione, con scontri verbali e fisici che hanno coinvolto diversi tesserati, tra cui spicca anche un presunto colpo proibito di Ayala ai danni di Dani Olmo. Questo clima di ostilità ha trasformato quella che doveva essere una festa del calcio in un caso diplomatico e sportivo che la federazione internazionale intende punire con estrema severità per ristabilire l'ordine e il rispetto dei valori sportivi.
Mentre in Sudamerica si discute del carattere e dei sacrifici dei giocatori, in Spagna il clima è diametralmente opposto e non mancano gli sberleffi pubblici verso gli sconfitti. Durante i festeggiamenti per la conquista del titolo mondiale, alcuni calciatori spagnoli, guidati dal giovane talento Lamine Yamal, hanno esposto un cartellone ricevuto dai tifosi che faceva esplicito riferimento a una possibile sfida di pugilato tra Paredes e Gavi. Il richiamo è alla celebre "Serata Anno VII", un evento mediatico di boxe molto seguito, suggerendo ironicamente che il confronto tra i due centrocampisti debba risolversi sul ring piuttosto che su un campo di calcio. Questo episodio ha gettato ulteriore benzina sul fuoco, evidenziando una rivalità ormai accesissima che promette di trascinarsi ben oltre il triplice fischio della finale, mentre l'Argentina resta avvolta in una bufera che non accenna a placarsi.



