L'Atalanta si presenta all'appuntamento con il Bayern Monaco come unica rappresentante italiana ancora in gioco nella massima competizione europea per club. I numeri, secondo gli algoritmi di probabilità, non sorridono alla Dea: le chance di accesso ai quarti di finale vengono stimate appena al 21%. Eppure il calcio non è una scienza esatta, e proprio la recente impresa contro il Borussia Dortmund nei playoff lo ha dimostrato chiaramente. Quando i bergamaschi si trovavano sotto di due gol, gli stessi modelli matematici davano loro solo il 10% di possibilità di rimonta. Invece Raffaele Palladino e i suoi uomini hanno capovolto l'impossibile, insegnando al calcio italiano che le vittorie si conquistano sul campo, non negli spreadsheet.

Il primo fattore favorevole riguarda proprio la mentalità costruita attraverso quella rimonta storica. L'Atalanta ha dimostrato di essere una squadra consapevole delle proprie qualità, in grado di non mollare quando la situazione si complica. Lo spirito che emerge da una gara come quella contro il Dortmund non scompare facilmente. Quando il gioco si fa arduo e la pressione aumenta, squadre con questa esperienza recente trovano risorse mentali che le altre non posseggono. Quella personalità da grande occasione, quella capacità di guardare negli occhi l'avversario senza intimorirsi del suo blasone, rappresenta un vantaggio concreto nei novanta minuti.