Theodore Kyriakou, il magnate greco a capo del gruppo editoriale, ha recentemente visitato la sede storica di Largo Fochetti a Roma per incontrare la redazione di La Repubblica. Accompagnato dall'amministratrice delegata Mirja Cartia d’Asero, l'editore ha voluto chiarire personalmente il futuro della testata, coinvolgendo anche i giornalisti della sede di Milano attraverso un collegamento video durato circa due ore. Durante questo confronto, Kyriakou ha espresso la massima fiducia nella continuità editoriale, sottolineando come la nomina di Stefano Cappellini, una figura cresciuta internamente al giornale, rappresenti la volontà di non stravolgere l'identità e la linea politica della testata. Questo segnale di stabilità è stato accolto come un tentativo di rassicurare un ambiente preoccupato dalle recenti turbolenze societarie e dai cambiamenti al vertice.
Uno dei punti centrali dell'intervento ha riguardato le insistenti voci di una possibile cessione del quotidiano, smentite categoricamente dall'imprenditore greco. Nonostante le speculazioni che vedevano Leonardo Del Vecchio come potenziale acquirente, Kyriakou ha ribadito di voler mantenere il controllo totale di La Repubblica, smentendo l'ipotesi di un disimpegno immediato. Le indiscrezioni suggerivano che l'interesse del gruppo fosse focalizzato esclusivamente sul comparto radiofonico, rappresentato dalla società Elemedia, che gestisce emittenti di successo come Radio Deejay, Radio Capital e m2o. I dati finanziari del 2025 confermano la solidità di questo settore, capace di generare un utile di 9,4 milioni di euro, a fronte delle difficoltà croniche della carta stampata che continua a pesare sui bilanci complessivi del gruppo.
La strategia di rilancio delineata dall'editore si fonda su tre pilastri fondamentali: l'espansione digitale, la multimedialità e una forte presenza multicanale. Kyriakou ha spiegato che gli investimenti futuri, inclusi quelli potenziali nel settore televisivo, non sono pensati per ridimensionare la struttura giornalistica esistente, bensì per creare sinergie innovative che possano valorizzare il lavoro della redazione su diverse piattaforme. L'obiettivo dichiarato è quello di trasformare il gruppo in un polo informativo moderno, capace di competere in un mercato sempre più frammentato e dominato dai contenuti on-demand. In questo contesto, è stata garantita la tutela dell'organico giornalistico, che non dovrebbe subire tagli nonostante la necessità impellente di ottimizzare i costi operativi e ridurre drasticamente gli sprechi strutturali.
Sul fronte economico, l'amministratrice delegata Mirja Cartia d’Asero ha fornito un quadro dettagliato della situazione finanziaria, evidenziando un rosso complessivo di circa 40 milioni di euro registrato nel 2025. Di questa perdita, oltre la metà è riconducibile proprio a La Repubblica, che ha chiuso l'esercizio con un disavanzo di 20,8 milioni di euro. Per far fronte a questa crisi, il gruppo ha già avviato un piano di risanamento che prevede l'inserimento di nuove figure manageriali di alto profilo. Tra queste spicca il nome di Veronica Diquattro, ex amministratrice delegata di DAZN in Italia e manager di lungo corso in Google, a cui verrà affidata la responsabilità del settore digitale. La sua esperienza nel campo dello streaming sportivo e della tecnologia sarà cruciale per guidare la transizione del gruppo verso nuovi modelli di business più sostenibili e redditizi.



