Il panorama del calcio internazionale potrebbe presto subire una nuova, radicale trasformazione che cambierebbe per sempre il volto della competizione più prestigiosa del pianeta. Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha ufficialmente aperto alla possibilità di espandere ulteriormente la fase finale della Coppa del Mondo, portando il numero delle partecipanti dalle attuali 48 a ben 64 squadre. Questa riflessione nasce sulla scia dell'entusiasmo generato dal torneo in corso, il primo a vedere ai nastri di partenza 48 nazioni, una scelta che inizialmente aveva sollevato numerosi dubbi tra gli addetti ai lavori ma che si è rivelata vincente sul piano dello spettacolo e dell'inclusività. L'idea è quella di valutare seriamente questo incremento in vista dell'edizione del 2030, che sarà ospitata congiuntamente da Spagna, Portogallo e Marocco, segnando un altro capitolo storico per la governance del calcio mondiale.
Intervistato dall'emittente svizzera Blue Sport, Infantino ha spiegato che la missione della federazione è quella di rendere il calcio realmente globale, superando l'egemonia storica di Europa e Sud America che ha caratterizzato il secolo scorso. "Si tratta di questioni che esamineremo con attenzione dopo la conclusione di questo Mondiale", ha dichiarato il numero uno della FIFA, sottolineando come ogni nazione debba avere il diritto di sognare la partecipazione a un evento di tale portata. Secondo Infantino, il livello qualitativo delle selezioni nazionali sta crescendo in modo esponenziale in ogni angolo del globo, e negare ai paesi più piccoli la possibilità di confrontarsi sul palcoscenico più importante significherebbe privarli dello stimolo necessario per continuare a investire e migliorare le proprie strutture calcistiche. Il presidente ha ribadito che l'organizzazione deve riflettere l'intero pianeta e non solo una ristretta élite di federazioni storiche.
I dati emersi dall'attuale edizione a 48 squadre sembrano dare ragione alla linea espansionistica della federazione internazionale, smentendo chi temeva un abbassamento del livello tecnico. Il torneo ha visto il debutto assoluto di nazioni come la Giordania e l'Uzbekistan, mentre il Curacao ha stabilito il record come nazione più piccola di sempre a qualificarsi per la fase finale. Un esempio lampante di questa nuova competitività è rappresentato dalla straordinaria cavalcata di Capo Verde, capace di raggiungere le fasi a eliminazione diretta e di trascinare i campioni in carica dell'Argentina fino ai tempi supplementari. Infantino ha evidenziato con orgoglio come nove squadre africane su dieci abbiano superato la fase a gironi, un balzo enorme rispetto alle sole cinque presenti nella scorsa edizione, dimostrando che l'allargamento ha offerto nuove narrazioni e sorprese senza intaccare il prestigio della coppa.
Nonostante l'ottimismo dei vertici FIFA, la strada verso un Mondiale a 64 squadre non è priva di ostacoli politici e logistici che richiederanno lunghe trattative. Se da un lato la confederazione sudamericana CONMEBOL ha già presentato una proposta ufficiale in tal senso nell'aprile del 2025, dall'altro rimangono forti le perplessità di alcuni esponenti del calcio europeo, tra cui il presidente della UEFA Aleksander Ceferin, preoccupati per l'eccessivo affollamento del calendario internazionale e lo stress fisico sui giocatori. Un torneo a 64 squadre richiederebbe una logistica imponente, con un numero di partite quasi raddoppiato rispetto al formato tradizionale a 32 squadre. Tuttavia, la FIFA sembra intenzionata a proseguire su questa rotta, convinta che l'integrazione di un numero sempre maggiore di federazioni sia la chiave per garantire la sostenibilità economica e la popolarità del calcio nei mercati emergenti per i decenni a venire.



