Il cammino del Messico nel Mondiale casalingo si interrompe bruscamente agli ottavi di finale, portando con sé conseguenze immediate e radicali per la guida tecnica della nazionale. Javier Aguirre, visibilmente commosso dopo la sconfitta subìta contro l'Inghilterra nella cornice storica dello Stadio Azteca di Città del Messico, ha annunciato ufficialmente la sua decisione di rassegnare le dimissioni. Il tecnico ha voluto assumersi la piena responsabilità del risultato negativo, sottolineando un concetto classico del calcio moderno: secondo la sua visione, infatti, sono i calciatori a vincere le sfide sul campo, mentre il peso della sconfitta deve ricadere interamente sulle spalle dell'allenatore. Con queste parole, Aguirre ha chiuso il suo terzo ciclo alla guida della selezione messicana, ammettendo di aver perso la partita più importante della sua gestione recente.
Nonostante l'amarezza per l'uscita dal torneo, l'ormai ex commissario tecnico ha voluto rivolgere un pensiero d'affetto al percorso compiuto dai suoi uomini durante questa rassegna iridata. Aguirre ha descritto le cinque partite disputate come un'esperienza indimenticabile, dichiarando di lasciare l'incarico con un profondo senso di orgoglio per quanto seminato. La sua storia con la nazionale messicana resta comunque una delle più longeve e significative, avendo guidato la squadra in tre diverse edizioni della Coppa del Mondo. Il suo debutto risale al 2002 in Corea del Sud e Giappone, dove il Messico fu eliminato agli ottavi dagli Stati Uniti; successivamente tornò in sella nel 2010 in Sudafrica, fermandosi allo stesso turno contro l'Argentina, fino ad arrivare a questa edizione del 2026 che ha visto i 'Tre Leoni' inglesi sbarrare nuovamente la strada verso i quarti di finale.
Il futuro della panchina messicana è già stato delineato con la nomina di Rafa Marquez, figura leggendaria del calcio centroamericano ed ex colonna portante del Barcellona. Marquez, che ha ricoperto il ruolo di vice allenatore durante l'ultimo periodo, è stato investito direttamente da Aguirre come il successore ideale per guidare il nuovo ciclo tecnico. L'allenatore uscente ha speso parole di grande stima per il suo ex capitano, ricordando come il loro rapporto si sia evoluto nel tempo, passando da quello tra tecnico e giocatore a una collaborazione professionale tra colleghi. Aguirre ha definito Marquez come una persona di immenso valore e un allenatore estremamente preparato, dicendosi certo che le sue qualità emergeranno presto e augurandogli sinceramente di riuscire a ottenere risultati migliori di quelli raggiunti finora.
Con la fine della sfida tra Messico e Inghilterra si chiude ufficialmente anche la parentesi delle partite giocate in territorio messicano per questo Mondiale. Da questo momento in poi, infatti, la competizione entrerà nella sua fase più calda e decisiva spostandosi integralmente negli Stati Uniti, dove verranno disputati i quarti di finale, le semifinali e la finalissima. Per il Messico inizia ora una fase di profonda riflessione e ricostruzione sotto la guida di Marquez, con l'obiettivo di superare finalmente quel tabù degli ottavi di finale che sembra perseguitare la nazionale da decenni. La federazione punta sulla leadership e sull'esperienza internazionale del nuovo tecnico per dare una nuova identità tattica a un gruppo che ha dimostrato di avere talento, ma che necessita di un salto di qualità mentale per competere stabilmente con le grandi potenze del calcio mondiale.