L'avventura della Svezia ai Mondiali del 2026 si è conclusa bruscamente sotto i colpi di una Francia implacabile, capace di imporsi con un netto 3-0 che non lascia spazio a recriminazioni. Al MetLife Stadium, la nazionale guidata da Graham Potter ha dovuto fare i conti con la schiacciante superiorità tecnica dei transalpini, trascinati dalle giocate di Kylian Mbappé e Bradley Barcola. Per il tecnico inglese, la stagione si chiude in modo quasi speculare a come era iniziata: con un pesante passivo di tre reti. Se ad agosto erano stati i gol di Mayenda, Ballard e Isidor con la maglia del Sunderland a tormentarlo quando sedeva sulla panchina del West Ham, questa volta il palcoscenico è stato quello ben più prestigioso della rassegna iridata. Nonostante l'eliminazione, Potter sembra aver ritrovato una serenità professionale che pareva smarrita dopo le difficili esperienze a Londra, sponda Chelsea e West Ham.
Nelle interviste post-partita, l'allenatore ha mostrato una consapevolezza lucida riguardo al divario tecnico visto in campo, ammettendo con grande onestà la forza degli avversari. "Saremmo dovuti essere perfetti e, a dire il vero, non sono sicuro che sarebbe bastato comunque, se devo essere brutalmente onesto", ha dichiarato Potter ai microfoni della stampa. Il tecnico ha poi aggiunto un elogio totale alla formazione di Didier Deschamps: "Personalmente, non ho mai visto una squadra migliore di questa Francia". L'ex allenatore dei 'Hammers' ha invitato i critici a osservare i curriculum e le carriere dei calciatori francesi confrontandoli con quelli della sua rosa, sottolineando come il talento di Michael Olise e Mbappé sia in grado di demolire qualsiasi assetto tattico organizzato. La sensazione generale è che la Svezia sia uscita sconfitta contro i futuri vincitori della Coppa del Mondo.
Il cammino della Svezia negli Stati Uniti è stato caratterizzato da un'altalena di emozioni senza precedenti, passando da picchi di euforia a cadute rovinose che hanno riscritto la storia statistica della nazionale. Il torneo era iniziato con uno storico 5-1 ai danni della Tunisia, la vittoria più larga degli scandinavi in un Mondiale dal lontano 1938. Tuttavia, la gioia è durata poco, poiché nel turno successivo è arrivata una sconfitta con lo stesso identico punteggio contro i Paesi Bassi. Questo curioso record ha reso la Svezia la prima squadra nella storia della competizione a subire e infliggere cinque reti in due partite consecutive. Nonostante una difesa apparsa spesso vulnerabile e permeabile, Potter è riuscito a dare un'identità offensiva a un gruppo che sembrava destinato a restare fuori dalla competizione già durante le fasi di qualificazione europea.
La presenza stessa della Svezia a questo Mondiale è stata infatti frutto di un piccolo miracolo sportivo e di un regolamento favorevole. Dopo aver chiuso il girone di qualificazione all'ultimo posto con soli due punti, gli svedesi hanno sfruttato il paracadute della Nations League per accedere agli spareggi. In quella sede, il talento di Viktor Gyökeres è stato decisivo: una tripletta contro l'Ucraina e il gol vittoria all'88° minuto contro la Polonia hanno garantito il volo transatlantico. Mentre altri colleghi illustri come Steve Clarke e Ronald Koeman hanno già rassegnato le dimissioni dopo l'eliminazione, e il futuro di Julian Nagelsmann appare incerto, la posizione di Potter sembra solida. La federazione svedese pare intenzionata a confermare il tecnico inglese, riconoscendogli il merito di aver portato la squadra oltre le aspettative iniziali in un ambiente decisamente meno tossico rispetto alle pressioni della Premier League.