La stagione del Tottenham Hotspur è diventata un incubo. Con la squadra attualmente collocata al sedicesimo posto in Premier League, a soli 360 minuti dalla zona retrocessione, la dirigenza degli Spurs sta già pianificando una profonda rivoluzione. E al centro di questa ricostruzione c'è una decisione forte: cedere il capitano Cristian Romero, indipendentemente da quale sarà la categoria in cui il club giocherà nella prossima stagione.
Secondo quanto riportato da The Telegraph, i vertici del club londinese hanno maturato la convinzione che una separazione dal difensore argentino potrebbe risultare vantaggiosa per entrambe le parti. Romero, classe 1998, arrivò a Londra nel 2021 dall'Atalanta con la formula del prestito con diritto di riscatto, poi definitivamente acquisito. In cinque anni ha collezionato 152 presenze nel completo azzurro dei Lilywhites, diventando un perno della difesa prima e simbolo del club poi, quando gli è stata affidata la fascia di capitano.
Ma questa stagione gli ha riservato diverse difficoltà. Oltre a sei giornate saltate per squalifica, Romero ha creato tensioni importanti utilizzando i social media per criticare apertamente la gestione della società. In un post particolarmente eloquente, il difensore ha denunciato la scarsità di organico a disposizione – una situazione arrivata addirittura a contare solo undici giocatori disponibili – e ha lamentato l'assenza di comunicazione dalla dirigenza nei momenti di crisi. «Sono loro che dovrebbero parlare», ha scritto Romero, riferendosi agli amministratori del club, «ma compaiono solo quando le cose vanno bene».
L'arrivo del nuovo allenatore Igor Tudor non ha invertito la rotta di una stagione disastrosa, accelerando così il processo decisionale della proprietà. La cessione di Romero, che originariamente voleva partire già la scorsa estate ma era stato bloccato dai dirigenti sulla base di una valutazione ritenuta inadeguata, potrebbe generare risorse importanti per finanziare un nuovo progetto tecnico. Tra i club interessati figura l'Atletico Madrid, prossimo avversario del Tottenham negli ottavi di Champions League.
Una decisione, quella della dirigenza londinese, che rappresenta uno spartiacque simbolico: non è più una questione di ambizione sportiva o miglioramento della rosa, ma di necessità strutturale. Il Tottenham deve ripartire da zero, e il suo stesso capitano è stato considerato parte del passato da demolire.





