La Uefa ha sollevato preoccupazioni significative riguardo alle implicazioni che le nuove regole finanziarie della Premier League avranno sull'equilibrio competitivo europeo. I club della massima serie inglese hanno approvato a novembre il passaggio a un sistema basato sul rapporto tra costi della rosa e ricavi (Scr), permettendo alle squadre di investire fino all'85% dei loro introiti nelle retribuzioni dei calciatori, con possibilità di raggiungere il 115% grazie a fattori complicati nel meccanismo di calcolo.
La distanza con il parametro europeo è abissale: la Uefa impone un limite del 70% per tutte le squadre iscritte alle competizioni continentali (Champions League, Europa League e Conference League). Sebbene non esista un tetto uniforme in tutti i campionati europei, la maggior parte ha vincoli più severi rispetto a quella inglese. Questa differenza significa che i club della Premier non impegnati nelle coppe avrebbero una capacità di spesa notevolmente superiore rispetto ai diretti competitor europei nella ricerca dei giocatori.
Andrea Traverso, responsabile della stabilità finanziaria e della ricerca presso l'organo di governo del calcio europeo, ha espresso i dubbi dell'organizzazione durante il Financial Times Business of Football Summit dello scorso mese. Secondo Traverso, la situazione rappresenta un rischio concreto: «La Premier League da sola genera il 25% di tutti i ricavi dei club europei. Con questa capacità di spesa aggiuntiva, creeranno tensioni nel mercato dei trasferimenti». Ha sottolineato come il 40% dei migliori giocatori del pianeta milita in Inghilterra, benché molti rimangono in panchina o addirittura fuori dal campo di gioco. Questo concentramento straordinario di talenti, ha continuato, potrebbe indebolire le altre squadre continentali forzandole ad assumersi rischi finanziari superiori pur di trattenere i loro migliori elementi.
La preoccupazione della Uefa si allarga anche all'applicazione disomogenea dei regolamenti finanziari nei vari campionati europei. La Bundesliga tedesca ha votato l'adozione di un limite del 70% sui costi, allineandosi così allo standard continentale. La Serie A italiana sta discutendo di conformarsi ai parametri Uefa, privilegiando la sostenibilità economica. La Ligue 1 francese, complicata dal collasso del suo accordo televisivo, continua a puntare sulla viabilità finanziaria certificata e sulla solvibilità delle società.
La Premier League, tuttavia, respinge le accuse, affermando che il nuovo sistema garantirà un equilibrio competitivo all'interno del campionato inglese e rappresenta un'alternativa preferibile a un sistema uniformato di fair play finanziario. Nel frattempo, la Premier continua a dominare la scena europea: per questa stagione, ben nove squadre inglesi hanno ottenuto la qualificazione alle competizioni continentali, un numero record, con sei in Champions League. Tutte e nove hanno superato i gironi, attestando la forza del calcio britannico in ambito internazionale.

































