L'Argentina di Lionel Scaloni prosegue la sua marcia trionfale ai Mondiali del 2026, chiudendo la fase a gironi con un netto 3-1 ai danni della Giordania. Nonostante il primato nel Gruppo J fosse già virtualmente acquisito, i campioni del mondo in carica hanno onorato l'impegno con una prestazione solida, permettendo al proprio commissario tecnico di operare un ampio turnover in vista degli ottavi di finale. Scaloni ha infatti deciso di cambiare ben nove undicesimi della formazione titolare rispetto all'uscita precedente, confermando dal primo minuto soltanto il portiere Emiliano Martinez e l'attaccante dell'Inter Lautaro Martinez. La Giordania, dal canto suo, esce a testa alta dalla competizione: pur avendo subito tre sconfitte, la nazionale asiatica è riuscita nell'impresa di segnare in tutte le partite del suo storico debutto assoluto nella rassegna iridata.
La cronaca della sfida ha visto un dominio territoriale immediato da parte dell'Albiceleste, che ha sbloccato il risultato già al diciannovesimo minuto del primo tempo. Dopo un gol annullato per fuorigioco a Giovani Lo Celso nelle battute iniziali, è stato lo stesso centrocampista a trovare la via della rete con una splendida punizione a giro dal limite dell'area, concessa per un fallo subito proprio da lui. Pochi minuti dopo, l'Argentina ha raddoppiato grazie a un calcio di rigore trasformato con freddezza da Lautaro Martinez. L'assegnazione del penalty è arrivata dopo un consulto del VAR, che ha ravvisato un intervento irregolare di Nizar Alrashdan su Marco Senesi, lesto a catapultarsi sulla respinta di una traversa colpita precedentemente dal centravanti nerazzurro con una conclusione potente.
Nella ripresa, l'Argentina ha cercato di gestire il ritmo della gara, vedendosi annullare un'altra rete di Lo Celso per una posizione irregolare di Lautaro Martinez all'inizio dell'azione. La Giordania, tuttavia, non si è data per vinta e ha riaperto momentaneamente i giochi grazie a una splendida azione corale: un cross basso e preciso di Ehsan Haddad ha trovato pronto Mousa Al-Tamari, subentrato dalla panchina, che ha battuto Emiliano Martinez con una conclusione ravvicinata di prima intenzione. Questo sussulto ha spinto Scaloni a inserire il suo asso nella manica, Lionel Messi, entrato in campo nell'ambito di un triplo cambio per ristabilire le gerarchie e mettere al sicuro il risultato, evitando spiacevoli sorprese nel finale di una partita che sembrava ormai in totale controllo.
L'ingresso della leggenda di Rosario ha cambiato immediatamente l'inerzia del finale di gara. Dopo un primo tentativo su punizione terminato alto sopra la traversa, il fuoriclasse dell'Inter Miami ha trovato il gol del definitivo 3-1 a dieci minuti dal termine, ancora una volta su calcio piazzato, con un fendente rasoterra che ha beffato la barriera e il portiere avversario. Con questa marcatura, Messi ha stabilito un nuovo primato leggendario, diventando il primo calciatore nella storia a segnare in sette partite consecutive dei Mondiali. Il suo bottino totale nella competizione sale così a diciannove reti, consolidando la sua posizione in vetta alla classifica dei marcatori di questa edizione e staccando rivali del calibro di Mbappé, Haaland e Kane nella corsa alla Scarpa d'Oro, uno dei pochi trofei individuali che ancora mancano alla sua bacheca infinita.