La fase a gironi del Mondiale 2026 continua a regalare emozioni forti e verdetti definitivi, con il Gruppo G che ha emesso i suoi ultimi giudizi nella notte. Il Belgio ha confermato il proprio status di pretendente al titolo travolgendo la Nuova Zelanda con un perentorio 5-1, una prestazione che non ha lasciato scampo agli avversari oceanici. A trascinare i "Diavoli Rossi" è stato uno scatenato Leandro Trossard, capace di sbloccare il risultato al 28' del primo tempo e di raddoppiare all'inizio della ripresa, precisamente al 50', mettendo in discesa una sfida che inizialmente sembrava poter nascondere delle insidie tattiche. La fluidità di manovra della selezione europea ha messo in costante crisi la retroguardia neozelandese, incapace di arginare le accelerazioni sulle fasce.

Nonostante il timido tentativo di reazione della Nuova Zelanda, che ha trovato la via del gol della bandiera all'84' con Elijah Just, la superiorità tecnica della compagine belga è emersa in tutta la sua prepotenza durante l'arco dei novanta minuti. Kevin De Bruyne ha firmato il tris al 66' con una delle sue solite giocate di classe cristallina, mentre nel finale di gara sono arrivate le reti di due vecchie conoscenze del calcio italiano: Romelu Lukaku, a segno all'86', e Alexis Saelemaekers, che ha chiuso definitivamente i conti in pieno recupero al 94'. Questa vittoria non solo garantisce il primato nel raggruppamento, ma lancia un segnale chiarissimo a tutte le altre grandi favorite della competizione sulla solidità offensiva e sulla profondità della rosa a disposizione del commissario tecnico.

Parallelamente alla goleada belga, si è giocata una sfida molto più equilibrata e tesa tra Egitto e Iran, terminata con un pareggio per 1-1 che ha premiato la costanza della nazionale africana. I "Faraoni" erano partiti con il piede giusto, trovando il vantaggio dopo soli cinque minuti di gioco grazie a una conclusione precisa di Mahmoud Saber, che sembrava aver spianato la strada verso una vittoria agevole e il possibile assalto al primo posto. Tuttavia, la reazione iraniana non si è fatta attendere e già al 14' Ramin Rezaeian ha ristabilito la parità, trasformando il resto dell'incontro in una battaglia tattica dove nessuna delle due compagini è riuscita a trovare il guizzo decisivo per superare nuovamente la difesa avversaria, nonostante i numerosi tentativi nella ripresa.

La classifica finale del Girone G vede dunque il Belgio e l'Egitto avanzare alla fase a eliminazione diretta, con i belgi che si prendono la vetta grazie a una differenza reti nettamente superiore costruita proprio nell'ultima giornata. Per l'Egitto si tratta di un traguardo fondamentale, che conferma la crescita del calcio nordafricano sul palcoscenico internazionale, nonostante la sofferenza patita contro un Iran mai domo e capace di onorare l'impegno fino all'ultimo secondo di gioco. Ora le due qualificate attendono di conoscere i propri avversari negli ottavi di finale, con la consapevolezza che il livello della competizione si alzerà ulteriormente e non saranno più ammessi cali di concentrazione o errori difensivi grossolani.

Analizzando il percorso delle squadre, il Belgio sembra aver finalmente trovato la quadra tra l'esperienza dei suoi veterani e l'energia dei nuovi innesti, dimostrando una varietà di soluzioni offensive che potrebbe risultare decisiva nelle partite a scontro diretto. D'altro canto, la Nuova Zelanda saluta la competizione a testa alta, conscia del divario tecnico ancora esistente con le potenze europee ma orgogliosa di aver lottato in un girone complesso. L'Iran, invece, mastica amaro per non aver sfruttato appieno le occasioni create contro l'Egitto, uscendo dal torneo con il rimpianto di un pareggio che, con un pizzico di precisione in più sotto porta, avrebbe potuto trasformarsi in una storica qualificazione ai danni dei rivali egiziani.