Giovanni Malagò, dopo dodici anni trascorsi ai vertici del CONI, sta affrontando i suoi primi giorni da presidente della FIGC con un'agenda fitta di impegni istituzionali e analisi profonde. Dalle sedi del CIO a Losanna fino agli incontri con il ministro Abodi, il nuovo numero uno del calcio italiano si è immediatamente immerso nella realtà federale, dedicando le prime ore del suo mandato allo studio meticoloso dei conti. Malagò ha dichiarato apertamente di essere impegnato in un'analisi serrata: "Sto analizzando i bilanci federali da ventiquattro ore senza sosta", ha spiegato presso Palazzo H, sottolineando come la comprensione delle risorse finanziarie sia il passo fondamentale per impostare qualsiasi piano di rilancio credibile per il Club Italia.
La strategia di Malagò per la Nazionale segue una gerarchia ben precisa, che mette l'organizzazione tecnica davanti alla scelta dell'uomo di campo. Il presidente ha infatti chiarito che la nomina di un supervisore dell'area tecnica avrà la precedenza assoluta rispetto alla scelta del nuovo allenatore. "Ritengo che la nomina del direttore tecnico debba precedere quella del commissario tecnico", ha affermato Malagò, evidenziando la necessità di dare un segnale di cambiamento strutturale immediato. Nonostante le difficoltà iniziali, il presidente si è detto entusiasta della sfida, definendola come un'impresa affascinante: "Non immaginavo di trovare così tante criticità fin dall'inizio, ma sono felice dell'incarico. Non era nelle mie proiezioni, è una sana follia, ma il richiamo della foresta è stato più forte di ogni altra considerazione".
Per quanto riguarda i nomi che dovranno guidare la rinascita azzurra, Malagò guarda ai grandi campioni del passato, definiti come gli "ori di famiglia". Sebbene figure come Alessandro Del Piero, Roberto Baggio e Gianluigi Buffon restino profili di altissimo profilo, la tentazione più forte porta il nome di Paolo Maldini. L'ex dirigente del Milan possiede l'esperienza e l'autorità necessarie per incidere profondamente sul sistema, a patto che ci sia la volontà reciproca di intraprendere questo percorso. Tuttavia, la vera sorpresa delle ultime ore è rappresentata dall'ipotesi Zbigniew Boniek. Il profilo ricercato è quello di un dirigente dinamico, capace di monitorare i talenti all'estero, come Calafiori o Tonali, e di coordinare una rete di scouting moderna ed efficiente.
Sul fronte politico, il prossimo Consiglio Federale di mercoledì sarà un passaggio chiave per stabilizzare la governance, con l'elezione prevista di Simonelli e Calcagno come vicepresidenti. Solo una volta consolidata la squadra dirigenziale e individuato il direttore tecnico, si procederà alla scelta del commissario tecnico, che Malagò vede come la naturale conseguenza del progetto sportivo complessivo. Al momento, Roberto Mancini resta il favorito per un ritorno sulla panchina azzurra, con Antonio Conte che rappresenta l'alternativa di lusso. L'obiettivo dichiarato è quello di completare la ristrutturazione del Club Italia entro un massimo di venti giorni, fissando la scadenza ideale per la metà di luglio, così da poter iniziare la nuova stagione con una guida tecnica e dirigenziale definita.