Il cammino del Senegal nel Mondiale 2026 si è rivelato finora estremamente impervio, mettendo la nazionale africana con le spalle al muro dopo le prime due giornate del Gruppo I. Nonostante le grandi aspettative che circondavano la squadra, reduce da un periodo turbolento che l'ha vista privata del titolo di campione d'Africa per questioni extra-calcistiche, i risultati sul terreno di gioco non sono stati all'altezza delle ambizioni iniziali. Le sconfitte subite contro Francia e Norvegia hanno azzerato il margine d'errore, lasciando i cosiddetti Leoni della Teranga a quota zero punti in classifica. Tuttavia, la speranza di accedere alla fase a eliminazione diretta non è ancora svanita del tutto, ma passa necessariamente attraverso una vittoria convincente nell'ultimo turno della fase a gironi.

Analizzando nel dettaglio le prestazioni fornite finora, il Senegal ha mostrato sprazzi di ottimo calcio, cedendo però sotto i colpi dei fuoriclasse mondiali più celebrati del momento. Nel match d'esordio contro la Francia, i senegalesi hanno lottato con coraggio, ma si sono dovuti arrendere per 3-1, trafitti da una doppietta di un implacabile Kylian Mbappé che ha subito messo in chiaro le ambizioni dei transalpini. La storia si è ripetuta nella seconda sfida contro la Norvegia: in una partita vibrante e ricca di gol, terminata 3-2 per gli scandinavi, è stato Erling Haaland a fare la differenza con altre due reti pesantissime. Queste battute d'arresto hanno evidenziato alcune lacune difensive che andranno corrette immediatamente per affrontare l'ultima sfida del raggruppamento con la giusta solidità.

Il prossimo avversario sulla strada del Senegal sarà l'Iraq, una squadra che condivide lo stesso destino amaro in questo torneo e che sulla carta rappresenta un impegno meno proibitivo rispetto ai precedenti. Anche la compagine asiatica ha subito pesanti sconfitte contro le due corazzate del girone, perdendo 3-0 contro i francesi e 4-1 contro i norvegesi, con Mbappé e Haaland ancora una volta protagonisti assoluti con due doppiette ciascuno. Con Francia e Norvegia già matematicamente qualificate agli ottavi di finale, lo scontro diretto tra Senegal e Iraq diventa un vero e proprio spareggio per il terzo posto. Entrambe le formazioni si trovano attualmente a zero punti, rendendo il pareggio un risultato inutile per le ambizioni di entrambe: solo chi otterrà l'intera posta in palio potrà sperare nel ripescaggio.

Il regolamento di questa edizione del Mondiale prevede che, oltre alle prime due classificate di ogni girone, accedano alla fase successiva anche le otto migliori terze classificate su dodici gruppi totali. Per il Senegal, dunque, non basterà semplicemente vincere, ma sarà fondamentale farlo con uno scarto di gol significativo per scalare la graduatoria dei ripescaggi. Al momento, la situazione nei gruppi già conclusi vede squadre come la Bosnia ed Erzegovina, l'Ecuador e la Svezia con 4 punti, mentre la Corea del Sud e la Scozia sono ferme a 3 punti con differenze reti variabili. Con una vittoria, il Senegal salirebbe a 3 punti, entrando in competizione diretta con queste nazionali e dovendo sperare in risultati favorevoli dagli altri campi ancora in gioco per rientrare tra le migliori otto.

La pressione è altissima per il gruppo guidato dallo staff tecnico senegalese, che deve gestire non solo l'aspetto tattico ma anche quello psicologico di una nazione intera che sogna il riscatto. Una vittoria contro l'Iraq rappresenterebbe un segnale di orgoglio dopo le delusioni recenti e permetterebbe di mantenere vivo il sogno mondiale, portando la squadra a giocarsi le proprie carte negli ottavi di finale. La differenza reti sarà l'ago della bilancia: attualmente il Senegal si trova con un passivo di tre gol, un dato che obbliga i giocatori a cercare la via della rete con insistenza fin dai primi minuti di gioco. Il destino dei Leoni è appeso a un filo, ma la qualità della rosa suggerisce che l'impresa sia ancora possibile, a patto di mostrare la stessa grinta vista nei primi tempi contro le big europee.