L'avvento di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli segna l'inizio di una nuova era che si preannuncia carica di aspettative, soprattutto in vista dello storico traguardo del Centenario del club previsto per il primo agosto 2026. Il tecnico livornese, che prenderà ufficialmente le redini della squadra il prossimo 17 luglio, ha già individuato il perno fondamentale su cui ricostruire le certezze difensive della compagine partenopea: Alessandro Buongiorno. Dopo un'annata caratterizzata da prestazioni altalenanti, il difensore centrale è chiamato a una stagione di definitiva consacrazione sotto la guida di un allenatore che ha sempre fatto della solidità del reparto arretrato il proprio marchio di fabbrica. L'obiettivo è chiaro: trasformare nuovamente il Napoli in una corazzata difficile da scardinare, partendo proprio dalle doti atletiche e dal senso dell'anticipo dell'ex capitano del Torino.

Dal punto di vista tattico, la rivoluzione di Allegri passerà quasi certamente attraverso il ritorno alla difesa a quattro, accantonando definitivamente il sistema a tre difensori utilizzato da Antonio Conte nell'ultima parte della scorsa stagione. Il passaggio al modulo 4-3-3 o a varianti della linea a quattro permetterà a Buongiorno di ritrovare i meccanismi che lo avevano reso uno dei migliori interpreti del ruolo durante l'anno dello scudetto. La coppia composta da Buongiorno e Amir Rrahmani, che per vari motivi fisici e scelte tecniche ha trovato poco spazio insieme recentemente, rappresenta la base su cui Allegri intende lavorare per blindare la porta azzurra. Il tecnico stima profondamente il centrale italiano e crede che, inserito in un contesto tattico più equilibrato e meno esposto alle ripartenze avversarie, possa tornare a esprimere quel potenziale esplosivo che lo ha reso un punto fermo anche della Nazionale.

Il valore di Alessandro Buongiorno per il Napoli non è solo tecnico, ma anche economico e simbolico, considerando l'investimento da 40 milioni di euro effettuato nell'estate del 2024 per strapparlo alla concorrenza e portarlo all'ombra del Vesuvio. A 27 anni appena compiuti, il difensore si trova nel pieno della maturità agonistica e deve lasciarsi alle spalle i momenti difficili, come le lacrime versate sul campo di Marassi dopo una serata complicata contro il Genoa nel gelo di febbraio. Quella parentesi negativa deve essere considerata solo un incidente di percorso in una crescita che, fino a quel momento, era stata costante e travolgente. Allegri sa bene che nei momenti di crisi collettiva anche i singoli più dotati possono vacillare, ed è per questo che il suo lavoro psicologico sarà fondamentale per restituire fiducia a un patrimonio così importante della società.

Nonostante le critiche ricevute per alcune disattenzioni, i numeri dell'ultima stagione di Buongiorno testimoniano una continuità fisica e una dedizione al lavoro fuori dal comune. Con 42 presenze complessive tra campionato e coppe, il centrale è stato il terzo giocatore della rosa per minuti giocati in Serie A, accumulando ben 2.522 minuti sul terreno di gioco, che salgono a 3.149 se si considerano anche la Champions League, la Supercoppa Italiana e la Coppa Italia. Questi dati confermano che, anche quando la squadra ha faticato a trovare un assetto stabile, Buongiorno è rimasto un punto di riferimento imprescindibile per lo spogliatoio. La sua capacità di restare integro fisicamente, superando i piccoli acciacchi che lo avevano frenato in passato, sarà la chiave per permettere ad Allegri di schierarlo con regolarità in una stagione che si preannuncia densa di impegni su più fronti.

Il compito di Allegri sarà quello di riportare la difesa del Napoli ai fasti di un tempo, quando i numeri la indicavano come la migliore dei cinque maggiori campionati europei per minor numero di reti incassate. Per riuscirci, il tecnico punterà sulla capacità di Buongiorno di leggere in anticipo le intenzioni degli attaccanti avversari, sfruttando la sua fisicità nei duelli aerei e la sua pulizia negli interventi. Il progetto tecnico prevede che il difensore diventi il leader carismatico del reparto, guidando i compagni con l'autorità che gli deriva dall'esperienza maturata in questi anni ad alto livello. Con il Centenario alle porte e una piazza che chiede riscatto dopo le recenti delusioni, il binomio tra l'esperienza di Allegri e la fame di Buongiorno potrebbe rappresentare la formula vincente per riportare il Napoli ai vertici del calcio italiano ed europeo.