Il Milan si ritrova improvvisamente immerso in una tempesta societaria proprio nel momento in cui avrebbe dovuto celebrare un nuovo inizio tecnico. Nonostante l'annuncio ufficiale dell'arrivo di Ruben Amorim sulla panchina rossonera, l'entusiasmo è stato subito smorzato da notizie estremamente preoccupanti sul fronte dell'organigramma dirigenziale. Il presidente Paolo Scaroni aveva espresso grande ottimismo nelle ore precedenti, sottolineando come Gerry Cardinale seguisse Amorim da tempo, definendolo un profilo di grande interesse. Scaroni aveva auspicato che il proprietario di RedBird potesse mostrare ancora una volta il suo tocco magico nella scelta degli uomini, dichiarando di avere piena fiducia in un nuovo inizio per il club, ma le ultime ore hanno ribaltato completamente questo scenario di serenità.
La doccia fredda è arrivata direttamente dalla Germania, precisamente da Francoforte, dove Markus Krosche e Timmo Hardung hanno deciso di declinare ufficialmente l'offerta rossonera. I due dirigenti, che nei piani di Cardinale avrebbero dovuto ricoprire rispettivamente i ruoli di responsabile dell'area tecnica e direttore sportivo, rimarranno invece all'Eintracht. Questa decisione è stata ratificata dalla proprietà del club tedesco, che non ha ravvisato nei propri tesserati una reale volontà di forzare la mano per il trasferimento in Italia. Per il Milan si tratta di un colpo durissimo a livello d'immagine e di programmazione, che segue il precedente rifiuto di Ralf Rangnick e lascia un vuoto di potere preoccupante proprio mentre la squadra dovrebbe iniziare la costruzione della rosa per la prossima stagione.
Gerry Cardinale era talmente convinto della riuscita dell'operazione da aver già integrato virtualmente i due dirigenti tedeschi nei processi decisionali del club di via Aldo Rossi. Emerge infatti un dettaglio paradossale che evidenzia la confusione gestionale attuale: prima di sottoporre il contratto definitivo a Ruben Amorim, la proprietà americana aveva chiesto un parere tecnico proprio a Krosche, il quale aveva dato il suo benestare alla scelta dell'allenatore portoghese. In sostanza, il nuovo tecnico del Milan è stato scelto con la supervisione di un dirigente che appartiene ancora a un'altra società e che ora ha ufficialmente rifiutato l'incarico a Milano. Questo cortocircuito mette in luce una pianificazione fragile, basata su certezze che non erano state ancora formalizzate con l'Eintracht Francoforte, ora visibilmente irritato per i modi e i tempi dell'approccio rossonero.
Dietro il gran rifiuto di Krosche si celerebbero motivazioni profonde legate all'autonomia operativa e alla complessa struttura di comando interna al Milan. Il dirigente tedesco avrebbe espresso forti perplessità riguardo alla presenza di consulenti esterni dotati di grande influenza, con un riferimento esplicito alla figura di Zlatan Ibrahimovic. Krosche non avrebbe accettato ingerenze nel proprio lavoro quotidiano e, percependo che nell'attuale assetto societario il ruolo dello svedese è centrale e intoccabile, ha preferito non spingere per la separazione dall'Eintracht. Ora il club rossonero si trova costretto a rivedere completamente i propri piani per la gestione sportiva, in un clima di incertezza che rischia di minare la stabilità del progetto tecnico appena affidato ad Amorim, mentre la tifoseria attende risposte concrete su chi dovrà effettivamente gestire il mercato e il coordinamento del settore giovanile.