La Premier League ha deciso di graziare il Chelsea da una penalizzazione in classifica per i pagamenti clandestini effettuati durante l'era Abramovich. La nuova proprietà aveva autonomamente segnalato l'irregolarità alle autorità competenti nel corso del passaggio di proprietà nel 2022, circostanza che ha giocato a favore dei Blues nella determinazione delle sanzioni.
Il club londinese è stato comunque multato di 10,75 milioni di sterline e sottoposto a un divieto di mercato della durata di un anno, benché sospeso per due anni. La lega ha riconosciuto la "collaborazione eccezionale" dimostrata dal nuovo management nel facilitare l'inchiesta. Tuttavia, questa decisione ha sollevato forti perplessità tra gli esperti di diritto sportivo e nelle altre società calcistiche.
Simon Leaf, partner dello studio legale Three Points Law e coautore di un capitolo sulla regolamentazione finanziaria nel manuale 'Football and the Law', non ha usato mezzi termini nel giudicare l'accordo. "Si tratta dell'affare del decennio per il Chelsea", ha dichiarato a proposito, ritenendo che una decurtazione di punti sarebbe stata la sanzione appropriata. Secondo l'esperto, il documento ufficiale contiene una "significativa manipolazione semantica" nel non affrontare direttamente se i 47,5 milioni di sterline in versamenti occulti – utilizzati per facilitare acquisti di calciatori del calibro di Eden Hazard – abbiano conferito un vantaggio sportivo effettivo.
La documentazione della Premier League è notevolmente vaga su questo aspetto cruciale: non utilizza nemmeno una volta l'espressione "vantaggio sportivo", in netto contrasto con i verdetti inflitti a Everton e Nottingham Forest per violazioni delle norme di sostenibilità finanziaria, dove tale termine ricorre rispettivamente sei e trentuno volte. Leaf ha sottolineato come sia "difficile contestare" che il Chelsea abbia ottenuto un beneficio competitivo attraverso questi pagamenti irregolari, eppure la lega ha evitato di trarre le logiche conseguenze.
L'esperto ha inoltre rilevato come la lega cerchi di giustificare l'assenza di sanzioni sportive affermando che gli illeciti pagamenti non avrebbero comunque fatto superare a Chelsea la soglia massima di perdite consentita dalla normativa. "Questo ragionamento non regge", ha argomentato Leaf. "Se la lega avesse riconosciuto il vantaggio sportivo – come dovrebbe fare – non avrebbe potuto fare a meno di una penalizzazione in punti, dato l'atteggiamento intransigente assunto nei casi precedenti". Il risultato è che due concetti fondamentali sono stati silenziosamente confusi, rendendo l'accordo con il Chelsea significativamente più favorevole rispetto ai precedenti disciplinari.
La decisione della Premier League ha generato frustrazione in altri club che negli anni hanno affrontato lunghe battaglie legali proprio per violazioni delle regole sulla stabilità finanziaria. Il Chelsea, invece, sembra aver beneficiato di un trattamento eccezionalmente benevolo che alimenta dubbi sull'uniformità applicativa della normativa.

