Gabriele Gravina, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ha riaperto il dibattito sulla possibilità di modificare o non rinnovare l'Open Var per la stagione 2024-2025. Durante la conferenza stampa del Premio Bearzot, il massimo dirigente federale ha dichiarato che si avvierà una riflessione congiunta con l'Aia (Associazione Italiana Arbitri) per valutare vantaggi e svantaggi del programma che settimanalmente illustra e commenta gli errori arbitrali. Gravina ha precisato che la Figc rimane "sempre aperta al confronto" su questa delicata questione.
Il presidente ha però sottolineato un cambio di prospettiva critico: ciò che era nato come una forma di trasparenza massima si starebbe trasformando in una strumentalizzazione del dibattito arbitrale. Una considerazione che emerge in un momento particolare della stagione calcistica italiana, segnato da tensioni e discussioni intense attorno alle decisioni dei direttori di gara.
Gravina ha affrontato anche il tema degli errori arbitrali in termini generali, escludendo la possibilità di azzerarli completamente. "Se qualcuno pensa che ogni partita possa essere gestita senza alcun margine di errore, dico oggi che non succederà mai", ha dichiarato il numero uno della Figc. Tuttavia, ha evidenziato i progressi compiuti: attualmente si registrano circa due episodi controversi ogni venti gare, un miglioramento significativo rispetto ai dieci di qualche anno fa.
Il focus dell'intervento si è poi spostato sul clima generale nel calcio italiano. Gravina ha denunciato un'atmosfera "insopportabile" che caratterizza la gestione di questa fase delicata del campionato, sottolineando come sia necessario ritrovare serenità. Il presidente ha lanciato un appello collettivo affinché tutti gli attori del sistema calcistico italiano - dalle federazioni ai club, dagli arbitri ai media - diano un contributo personale per pacificare il dibattito e restituire al campionato un ambiente più consono.
Le parole di Gravina rispecchiano una crescente preoccupazione istituzionale rispetto alla polarizzazione attorno alle decisioni arbitrali, fenomeno amplificato dalla visibilità mediatica e dai social network. La decisione di riflettere sull'Open Var rappresenta un tentativo di bilanciare l'esigenza di trasparenza con la necessità di evitare che la spiegazione degli errori diventi strumento di conflitto tra le parti.

































