La trasmissione Open Var ha fatto chiarezza sulla controversa espulsione di Wesley nel corso di Como-Roma, match disputato lo scorso 17 marzo 2026. L'esterno della Roma ha ricevuto il secondo giallo nel secondo tempo per un fallo su Diao, decisione che aveva suscitato qualche dubbio in diretta.
Secondo quanto riportato dalla sala Var di Lissone, l'arbitro Massa ha confermato che il contatto è effettivamente stato commesso da Wesley e non da un altro giocatore. Dall'audio emerge chiaramente: "Il fallo è sicuramente di Wesley. Il fallo basso sulla gamba destra lo fa Wesley. E c'è vantaggio su Pellegrini". Questo conferma che non vi è stato alcuno scambio di identità tra Wesley e Pellegrini, ipotesi inizialmente vagliata dai componenti della sala Var.
Dino Tommasi, membro della Commissione Arbitri Nazionale, ha commentato il contatto spiegando che nel momento in cui l'arbitro ha fischiato il secondo giallo era effettivamente corretta la sanzionare un'azione pericolosa. "Nel momento in cui fischia è giallo perché si tratta di azione pericolosa - ha dichiarato - Per dinamica la decisione è sostenibile". L'intervento di Wesley ha coinvolto il ginocchio sinistro e ha rappresentato un pericolo concreto per l'attaccante avversario.
La sala Var non può intervenire direttamente su un doppio giallo, tuttavia può verificare se sia stato commesso un errore di identità tra i giocatori. Una volta accertato che il fallo era effettivamente di Wesley, la decisione di Massa è stata convalidata come corretta dalla commissione. L'arbitro stesso ha spiegato ai giocatori: "Ti sto ripetendo quello che mi stanno dicendo", riferendosi alle indicazioni pervenute dalla Var.
L'espulsione ha dunque trovato piena legittimità attraverso l'analisi televisiva, chiudendo definitivamente qualsiasi controversia sulla regolarità della decisione arbitrale.

































