La strada verso un nuovo accordo finanziario tra la Premier League e l'English Football League rimane accidentata. Dopo il blocco dei negoziati nella stagione 2023-24, quando i club inglesi non hanno trovato l'unanimità su un pacchetto da 880 milioni di sterline in sei anni, emerge ora una frattura significativa su come finanziare il cosiddetto "New Deal for Football".
Several clubs di media fascia nella massima divisione inglese stanno spingendo per introdurre un meccanismo innovativo: una percentuale dei ricavi che le squadre inglesi incassano dalle competizioni UEFA dovrebbe essere dirottata verso le categorie inferiori. Un dirigente di un grande club ha affermato al Guardian che "scoppierà una discussione accesa" su questo tema, sottolineando come non sia giusto che il peso del finanziamento ricada esclusivamente sugli incassi televisivi nazionali della Premier League. In questo modo, infatti, sarebbero soprattutto i club più piccoli a pagare per aiutare i loro diretti concorrenti in EFL.
Le sei squadre inglesi impegnate in Champions League questa stagione si divideranno oltre 600 milioni di sterline in diritti televisivi e premi, con Manchester City, Liverpool, Arsenal, Chelsea e Tottenham che hanno già incassato più di 80 milioni ciascuno solo per aver raggiunto gli ottavi. Il Newcastle ha ricevuto circa 50 milioni, una cifra più modesta dovuta al minore rating secondo la valutazione UEFA basata anche sui risultati storici.
Il modello proposto non è nuovo nel calcio europeo. L'Eredivisie olandese già da anni applica un sistema simile: i club impegnati nelle competizioni europee versano il 5% dei premi della fase a gironi alle squadre che non si sono qualificate per l'Europa, percentuale che scende al 3,75% nella fase a eliminazione diretta. Inoltre, il 15% dei ricavi europei viene ridistribuito alla seconda serie. Un sistema che potrebbe diventare il modello da replicare anche in Inghilterra.
Al momento, la proposta è ancora in fase embrionale, anche perché l'Indipendent Football Regulator (IFR), l'organismo designato dal governo britannico per accelerare e, se necessario, imporre una soluzione, sta ancora consolidando il suo ruolo. Il presidente dell'IFR David Kogan ha incontrato sia la Premier League che l'EFL esortandole a raggiungere un accordo, ma potrà imporre una soluzione solo dopo la pubblicazione del rapporto dello "State of the Game", previsto per l'inizio del 2025.



















