Il Milan sembra aver sciolto definitivamente le riserve per quanto riguarda la guida tecnica della prossima stagione, puntando con decisione su Ruben Amorim. Diverse fonti autorevoli confermano che l'ex allenatore del Manchester United è ormai il prescelto per sostituire Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera, segnando l'inizio di un nuovo ciclo tattico. Per il tecnico portoghese sarebbe già pronto un contratto iniziale della durata di due anni, con un'opzione di rinnovo per un'ulteriore stagione, a cifre che si aggirano tra i 3,5 e i 4 milioni di euro netti all'anno. Questa mossa rappresenta un cambio di rotta netto per la società di Via Aldo Rossi, che cerca un profilo internazionale capace di dare un'identità di gioco moderna e propositiva a una squadra che necessita di nuovi stimoli dopo le ultime annate.
La rivoluzione in casa Milan non si fermerebbe però solo alla panchina, poiché la proprietà sta lavorando intensamente per ristrutturare l'intero organigramma sportivo e tecnico. Si fanno sempre più insistenti le voci che vedrebbero l'arrivo di Markus Krösche e Timmo Hardung, attualmente in forza all'Eintracht Francoforte, per ricoprire rispettivamente i ruoli di direttore tecnico e direttore sportivo del club. L'obiettivo della dirigenza rossonera è quello di importare un modello gestionale basato sullo scouting d'avanguardia e sulla sostenibilità economica, caratteristiche che hanno reso il club tedesco uno dei più efficienti e competitivi in Europa negli ultimi anni. L'integrazione di queste nuove figure professionali servirebbe a supportare Amorim nella costruzione di una rosa competitiva sia in ambito nazionale che nelle competizioni europee.
Prima di virare con decisione su Amorim, il Milan aveva intrapreso una lunga e complessa trattativa con Ralf Rangnick, un altro profilo con un passato importante al Manchester United e nel mondo Red Bull. Il tecnico tedesco era stato individuato come l'uomo della provvidenza per ricoprire un ruolo di supervisore tecnico con ampi poteri decisionali sul mercato e sulla metodologia di allenamento. Tuttavia, il dialogo si è interrotto bruscamente poiché Rangnick non ha ricevuto le garanzie richieste riguardo all'autonomia operativa e alla programmazione a lungo termine, specialmente in vista dei Mondiali del 2026. Di conseguenza, l'allenatore ha preferito declinare l'offerta e rinnovare il suo impegno con la nazionale austriaca, costringendo il Milan a cercare alternative valide.
Il fallimento della trattativa con Rangnick ha avuto ripercussioni immediate anche su altri candidati, escludendo automaticamente la possibilità di vedere Oliver Glasner sulla panchina rossonera. L'ex tecnico del Crystal Palace era infatti strettamente legato al progetto tecnico del dirigente tedesco e la sua candidatura è tramontata nel momento in cui è venuto a mancare il suo principale sostenitore. Oltre a Glasner, il casting per la panchina ha coinvolto diversi nomi di spicco del panorama calcistico mondiale, tra cui Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti, Matthias Jaissle, impegnato in Arabia Saudita con l'Al-Ahli, e Arne Slot, che ha recentemente concluso la sua esperienza al Liverpool. La scelta finale di Amorim riflette la volontà del Milan di puntare su un profilo giovane ma già esperto a certi livelli, capace di gestire le pressioni di una piazza esigente e di riportare il club stabilmente ai vertici della Serie A.