La data del 15 giugno 2026 segna ufficialmente l'inizio di un nuovo capitolo per la Juventus, con l'insediamento di Giovanni Carnevali nel ruolo di amministratore delegato e direttore generale. Scelto personalmente dalla proprietà rappresentata da John Elkann, l'ex dirigente di riferimento del Sassuolo prende il posto di Comolli, la cui gestione è terminata bruscamente in seguito al mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League. L'atmosfera che si respira negli uffici della Continassa è quella di una ripartenza necessaria, volta a cancellare le delusioni di un'annata che ha visto la squadra guidata da Luciano Spalletti chiudere fuori dalle prime quattro posizioni, un risultato ritenuto inaccettabile per il blasone e le ambizioni del club torinese.

Carnevali porta con sé un bagaglio di esperienza profonda maturata nel calcio italiano, caratterizzata da un mix di buon senso, serenità e un intuito dirigenziale fuori dal comune. Sebbene non sia l'attaccante che è mancato a Spalletti per concretizzare la mole di gioco prodotta nell'ultima stagione, il nuovo amministratore delegato è visto come il propulsore ideale per rimettere in moto la macchina bianconera, garantendo quell'armonia gestionale che è mancata negli ultimi tempi. L'obiettivo dichiarato è quello di porre fine ai continui rallentamenti e alle ripartenze a vuoto che hanno caratterizzato il recente passato, inaugurando un ciclo più duraturo e marcatamente italiano, basato su una condivisione totale delle scelte di mercato con l'allenatore toscano, considerato l'architetto della ricostruzione tecnica.

Il primo giorno di lavoro è stato scandito da una serie di incontri strategici con i vertici dell'area sportiva per definire le linee guida della comunicazione e dei rapporti interni. Ad accogliere Carnevali c'era Giorgio Chiellini, attuale direttore delle strategie calcistiche e figura di riferimento per Spalletti sin dallo scorso novembre, affiancato dal direttore sportivo Marco Ottolini, confermato nel suo ruolo dopo l'ottimo lavoro svolto a partire da gennaio. Resta invece incerto il futuro di Francois Modesto, direttore tecnico, e di Darren Burgess, supervisore del comparto atletico, entrambi legati alla precedente gestione Comolli e ora in attesa di capire se rientreranno nel nuovo organigramma o se verranno sostituiti da figure di fiducia del nuovo amministratore delegato.

Oltre all'aspetto puramente sportivo, Carnevali dovrà immergersi immediatamente nel complesso labirinto delle finanze juventine, con la priorità assoluta di centrare il pareggio di bilancio entro il 2028. La situazione economica resta delicata, con la società impegnata a negoziare un accordo transattivo con l'UEFA a causa dello sforamento del limite di 60 milioni di perdite nel triennio compreso tra il 2022 e il 2025. Per l'inizio di luglio si attende l'ufficialità di una sanzione pecuniaria contenuta, ma che comporterà restrizioni significative nella compilazione della lista per le competizioni europee, obbligando il club a operare sul mercato con una strategia a saldo zero per quanto riguarda i costi della rosa.

Il compito che attende la nuova dirigenza è dunque duplice: da un lato la necessità di sfoltire l'organico e ridurre i costi di gestione, dall'altro l'obbligo di rinforzare una squadra che ha mostrato lacune evidenti nella fase realizzativa. Carnevali dovrà dimostrare tutta la sua abilità nel condurre trattative intelligenti, cercando profili funzionali al gioco di Spalletti senza però gravare ulteriormente sulle casse sociali. La sfida è ambiziosa: riportare la Juventus a competere stabilmente per lo scudetto e per un posto nell'Europa che conta, costruendo una base solida che possa garantire stabilità e successi nel medio-lungo periodo, evitando quei compromessi che in passato hanno frenato il percorso di crescita della Vecchia Signora.