Mirwan Suwarso, proprietario e presidente del Como, ha concesso un'intervista alla Gazzetta dello Sport per commentare il recente successo sulla Roma e la solida posizione in quarta piazza conquistata dalla squadra lariana. Il numero uno del club azzurro, tuttavia, ha scelto di non celebrare eccessivamente il traguardo raggiunto, inserendo invece il risultato sportivo in una cornice ben più ampia e strategica.
«Quello che stiamo vedendo in classifica rappresenta solamente un piccolo risultato sportivo», ha dichiarato Suwarso, «ma va considerato all'interno di un progetto molto più vasto e orientato al lungo termine. La nostra società si trova ancora in una fase iniziale di crescita, simile a quella di una startup nel mondo imprenditoriale». Il presidente ha sottolineato come il calcio richieda un approccio completamente diverso rispetto ad altri settori: mentre in molti business è possibile effettuare un investimento e calcolare con precisione gli anni necessari per ottenere un ritorno economico, lo sport presenta dinamiche molto più complesse e imprevedibili.
Suwarso ha inoltre evidenziato le difficoltà legate ai cambiamenti di categoria affrontati dal Como negli ultimi anni. «Ciò che funzionava in Serie B non è più sufficiente una volta approdati in Serie A», ha spiegato. «Ogni volta che cambi categoria sei costretto a ripartire praticamente da zero, e noi abbiamo già attraversato questa esperienza in tre diverse occasioni». Un messaggio che rimanda a una visione costruttiva, dove gli attuali meriti sportivi sono considerate tappe di un percorso più ambizioso.
Per quanto riguarda il possibile arrivo di Nico Paz, il talentuoso giocatore del Real Madrid accostato a più riprese al Como, Suwarso ha mantenuto un atteggiamento cauto e realista. «Il Como non può far nulla se non attendere gli sviluppi», ha dichiarato il presidente. «La situazione non dipende da noi, poiché il Real Madrid ha inserito delle clausole contrattuali specifiche che disciplinano il futuro del calciatore». Una risposta che ribadisce come, almeno in questo caso, le decisioni sono principalmente nelle mani della società spagnola e dello stesso giocatore.

































