Un tavolo di lavoro decisamente positivo quello che ha riunito i massimi rappresentanti del calcio italiano con le istituzioni competenti in materia fiscale e finanziaria. L'incontro, svoltosi di recente in Lega Serie A, ha visto la partecipazione del vice ministro dell'Economia Maurizio Leo, dei vertici dell'Agenzia delle Entrate, dell'Inps e della neonata Commissione di vigilanza sui conti dei club, nata per sostituire la storica Covisoc. Sul tavolo discussioni riguardanti i meccanismi che possano garantire solidità economica alle società del massimo campionato italiano.
A guidare la delegazione istituzionale il presidente della Commissione Massimiliano Atelli, insieme a Gabriele Fava (numero uno dell'Inps) e Vincenzo Carbone (direttore dell'Agenzia delle Entrate). Si è trattato del primo confronto diretto tra questi organismi e i rappresentanti dei club di Serie A. Il vice ministro Leo ha rimarcato l'importanza di adottare un approccio trasparente nella gestione dei rischi fiscali, sottolineando la necessità di una comunicazione proattiva con le autorità tributarie. L'amministrazione ha inoltre evidenziato come l'obiettivo comune sia costruire un sistema virtuoso e credibile nel lungo periodo.
Centrale nella discussione il tema del Decreto Crescita, strumento fiscale eliminato a partire dal 2024 che rappresentava una riduzione dell'Irpef del 50% per i calciatori stranieri, traducendosi in risparmio sugli stipendi lordi. I club di Serie A spingono per la reintroduzione di questo meccanismo, convinti che rappresenti un elemento strategico per competere a livello europeo nella lotta ai migliori talenti internazionali. Parallelamente, le società chiedono anche misure dedicate per finanziare i settori giovanili e la costruzione di nuovi impianti sportivi.
Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, è tornato personalmente a sostenere questa posizione, respingendo le critiche secondo cui il Decreto Crescita favorirebbe semplicemente stipendi più bassi o una maggiore importazione di giocatori stranieri a discapito dei talenti italiani. Secondo Simonelli, lo strumento rappresenta piuttosto un'opportunità per attrarre calciatori di elevata caratura internazionale mantenendo una spesa complessiva più razionale. «L'idea è rafforzare ulteriormente un modello che sappia unire l'eccellenza sportiva con conti societari equilibrati e trasparenti», ha dichiarato il numero uno della Lega, tracciando un obiettivo ambizioso ma realista per il calcio italiano.















