Kevin De Bruyne è tornato e il Napoli lo ha subito sentito. Nel secondo tempo della sfida contro il Lecce, il centrocampista belga ha giocato 45 minuti di pura classe, trasformando una partita che stava diventando complicata. Due passaggi chiave tra i tredici totali forniti, dieci palloni in verticale per le punte, due recuperi difensivi: questi i numeri che raccontano l'impatto di un giocatore che mancava terribilmente. Il contrasto è stato evidente a chiunque abbia seguito la gara: un Napoli anemico nella prima frazione, un Napoli vivo e pericoloso con KDB in campo.

L'assenza di De Bruyne è stata una ferita aperta per la squadra azzurra. Dal 25 ottobre scorso, quando si è infortunato dopo il rigore all'Inter (era a quota quattro gol in campionato, con dieci presenze su dieci), fino al 6 marzo di quest'anno al rientro contro il Torino, il Napoli ha dovuto fare i conti con 132 giorni senza il suo magico piede destro. Una lesione di alto grado del bicipite femorale, l'intervento chirurgico ad Anversa il 29 ottobre, la riabilitazione in Belgio: il percorso è stato lungo e delicato. Nel frattempo, gli azzurri hanno perso 28 partite della loro stagione cruciale, inclusa la dura sconfitta a Bergamo del 22 febbraio, durante il periodo più buio.

Ciò che sorprende positivamente è la rapidità con cui De Bruyne è tornato in forma. Nessuno si aspettava di vederlo già determinante dopo quattro mesi e mezzo fuori dai giochi, eppure sabato ha dimostrato che la qualità non va in vacanza. Ha recuperato velocità, ha ritrovato la confidenza con il pallone, e soprattutto ha ricordato ai compagni come si costruisce il calcio di qualità. Alisson, la prima punta azzurra, ne ha approfittato subito, ricevendo verticalizzazioni precise che gli hanno creato occasioni. Non ha segnato, ma durante e dopo la gara ha voluto ringraziare pubblicamente il compagno sia in campo che sui social network.

La novità rispetto alla fase iniziale della stagione riguarda il ruolo tattico. Se all'inizio De Bruyne operava da centrocampista centrale nel 4-1-4-1, affiancando Lobotka in cabina di regia, ora si è adattato a giocare da esterno destro alle spalle di Hojlund nel nuovo 3-4-2-1 disegnato da Conte. Una posizione che gli ha permesso di esprimere tutta la sua fantasia costruttiva, proprio dove fino a pochi giorni fa agiva Vergara. Questa versatilità rappresenta un valore aggiunto per il tecnico partenopeo.

Antonio Conte già riflette sulla possibilità di schierare De Bruyne dal primo minuto nella prossima occasione. Le prossime ore diranno di più sulle sue condizioni e sulle scelte tattiche, ma è evidente che con il belga in campo la squadra respira diversamente. I 132 giorni di assenza hanno creato un vuoto che nessun altro è riuscito pienamente a colmare, un rimpianto che oggi assume i contorni di una speranza ritrovata proprio nel momento in cui serve di più.