Un'affermazione perentoria che allontana i fantasmi della retrocessione. La Fiorentina ha seppellito il Cremonese con un sonoro 4-1 allo stadio Giovanni Zini, bissando così una vittoria fondamentale per la corsa alla permanenza in Serie A. Una partita delicatissima per i viola, considerando che prima del fischio d'inizio separavano appena un punto dal terz'ultimo posto occupato dagli avversari. Fabiano Parisi, Roberto Piccoli, Dodô e Albert Gudmundsson i marcatori viola, con l'inutile gol della bandiera segnato da Okereke.

Con questo successo, la squadra di Paolo Vanoli risale in sedicesima posizione, superando di quattro lunghezze la zona rossa e scavalcando il Lecce. Un'impresa che assume ancora più valore considerando il contesto complicato: oltre alle assenze di Kean, reduce da un problema fisico, la Fiorentina deve gestire le fatiche europee della Conference League, con il ritorno contro il Rakow previsto in Polonia proprio giovedì prossimo. "Sono tre punti decisivi contro un diretto concorrente per la permanenza," ha spiegato il tecnico piemontese ai microfoni di DAZN. "Avremmo potuto amministrare meglio quando eravamo in vantaggio, invece siamo stati troppo frenetici e poco ordinati nel controllo del ritmo."

Dalle vacche magre della crisi alle spinte verso la salvezza: la metamorfosi della Fiorentina è quantificabile in quindici punti raccolti dal giro di boa stagionale, lo stesso bottino di Roma e Lazio. "Ci ha voluto tempo per ritrovare l'unità d'intenti e ricentrare gli obiettivi," ha riconosciuto Vanoli. "Firenze merita ben altro, ma questa è la situazione e dobbiamo affrontarla con la giusta mentalità. In questi due giorni dovremo ricaricare le batterie perché un'altra battaglia difficile ci aspetta in Polonia."

A sorprendere positivamente è stato Roberto Piccoli, autore di una prestazione da vero leader offensivo. L'attaccante non solo ha segnato, ma ha anche confezionato un assist, un primato personale in una gara di Serie A. "Piccoli è un diamante grezzo con enormi potenzialità," l'encomio di Vanoli. "Il suo gol è da vero centravanti, anche se talvolta gli manca il carattere costante." Quanto a Kean, il top scorer della rosa è rimasto in panchina per motivi precauzionali: "Aveva voglia di giocare e magari gli avrei dato sette-otto minuti, ma le esigenze tattiche hanno imposto altri cambi."

La trasferta polacca rappresenta ora il prossimo ostacolo. La Fiorentina arriva da una vittoria 2-1 dell'andata e avrà due giorni scarsi per preparare il ritorno. Vanoli non vuole però esagerare con gli entusiasmi: "Non vogliamo parlare di punto di svolta definitivo. Era uno scontro diretto e quindi cruciale, affrontiamo questi impegni con una mentalità più solida rispetto all'inizio della stagione. La Conference League ci consuma energie, perciò dobbiamo continuare a bilanciare i due fronti con i piedi per terra."