La nuova era della Lazio sotto la guida tecnica di Gennaro Gattuso sta per entrare nel vivo, con il raduno ufficiale della squadra fissato per i giorni 9 e 10 luglio. Dopo i primi test fisici di rito, il gruppo si sposterà nel centro sportivo di Formello a partire dal 13 luglio per iniziare una preparazione atletica che si preannuncia intensa e fondamentale per definire l'identità tattica dei biancocelesti. L'obiettivo primario dell'ex tecnico di Milan e Napoli è quello di individuare un terminale offensivo affidabile, capace di garantire quel bottino di reti che è mancato drasticamente nella scorsa stagione. Il ritiro estivo rappresenterà dunque un vero e proprio banco di prova per valutare se la soluzione ai problemi realizzativi sia già presente all'interno dell'attuale organico o se sarà necessario intervenire con decisione durante la sessione estiva di trasferimenti.
Al centro del progetto di rilancio voluto dal presidente Claudio Lotito e dal direttore sportivo Angelo Fabiani c'è Petar Ratkov, il giovane talento serbo arrivato dal Salisburgo per una cifra vicina ai tredici milioni di euro. Nonostante un inizio difficile nella capitale, caratterizzato da pochissimo spazio sotto la precedente gestione tecnica, la dirigenza laziale continua a credere fermamente nelle potenzialità del ragazzo e non intende considerarlo un investimento fallito. Ratkov, che prima di approdare in Italia aveva messo a segno dodici reti nella prima parte di stagione in Austria, ha collezionato solo due presenze da titolare contro Como e Torino, senza mai riuscire a incidere in un contesto tattico che sembrava non valorizzarne le caratteristiche. Ora spetterà a Gattuso decidere, dopo un'attenta osservazione sul campo, se puntare forte su di lui o avallare la ricerca di un nuovo profilo internazionale.
La strategia di mercato della Lazio per l'estate 2026 appare tuttavia vincolata a una rigida politica di bilancio, che impone un mercato a saldo zero prima di poter effettuare nuovi investimenti onerosi nel reparto avanzato. Un tassello obbligatorio è rappresentato dal riscatto di Boulaye Dia, per il quale il club dovrà versare undici milioni di euro nelle casse della Salernitana come previsto dagli accordi siglati nel 2024. Parallelamente, la posizione di Tijjani Noslin rimane in bilico: l'olandese, apprezzato per la sua duttilità tattica, è tornato prepotentemente nella lista dei sacrificabili per finanziare eventuali colpi in entrata. Senza una cessione eccellente o l'addio di uno dei due attaccanti citati, sarà estremamente complesso per la società regalare a Gattuso un ulteriore rinforzo offensivo di alto livello, costringendo il tecnico a lavorare sulle risorse già a disposizione.
La speranza dell'ambiente capitolino risiede nella comprovata capacità di Gattuso di rigenerare gli attaccanti e migliorarne sensibilmente la media realizzativa, come dimostrato ampiamente nelle sue precedenti esperienze professionali. Un esempio lampante è rappresentato da Moise Kean, che sotto la sua gestione in Nazionale ha siglato sei reti in appena cinque apparizioni, un miglioramento netto rispetto ai sette gol segnati nelle precedenti ventuno gare ufficiali. Anche l'esperienza all'Hajduk Spalato con Marko Livaja conferma questo trend positivo: l'attaccante croato ha realizzato ben ventuno gol in quaranta partite sotto gli ordini del tecnico calabrese. Se Gattuso riuscisse a replicare questo impatto con Ratkov o con gli altri elementi della rosa, la Lazio potrebbe risolvere l'annoso problema del gol senza dover ricorrere a spese folli, puntando tutto sulla valorizzazione del patrimonio tecnico già esistente.