Archiviata la parentesi europea di giovedì con la vittoria in Conference League, la Fiorentina torna a concentrarsi sulla salvezza. La trasferta di Cremona rappresenta uno snodo cruciale nella corsa per evitare la Serie B: i viola occupano il penultimo posto in classifica con 25 punti, appena un punto sopra gli emiliani fermi a quota 24. Una vittoria potrebbe allontanare significativamente i gigliati dal baratro retrocessione, mentre un passo falso rimetterebbe tutto in discussione.
Roberto Piccoli guiderà l'attacco della Fiorentina insieme ad Albert Gudmundsson, confermato dopo il rigore decisivo segnato in Europa. Moise Kean rimane in panchina per un'infiammazione alla caviglia, mentre la squadra di Palladino dovrà fare i conti con diverse assenze: out Niccolò Fortini, Manor Solomon, Luca Lezzerini e Tariq Lamptey. A centrocampo agiranno Marco Brescianini e Rolando Mandragora, con Parisi e Fagioli sugli esterni di sostegno.
La Cremonese attraversa un momento drammatico dal punto di vista offensivo: l'ultimo successo risale al 7 dicembre contro il Lecce (2-0), da allora solo quattro pareggi e dieci sconfitte in quattordici gare. Un bottino di appena quattro reti in questo lasso di tempo racconta di una squadra in crisi nera. Federico Bonazzoli e Milan Djuric proveranno a fare danni in avanti, ma la squadra lombarda dovrà fare a meno di Jamie Vardy, ancora indisponibile per un problema muscolare, oltre a Federico Baschirotto, Michele Collocolo e lo squalificato Giuseppe Pezzella.
La situazione di classifica è critica per entrambe: se Pisa e Verona sembrano ormai condannate, il gruppo di squadre nei bassifondi rimane ancora affollato. Il Lecce e il Cagliari (30 punti) potrebbero ancora rischiare di precipitare in zona retrocessione, rendendo ogni partita una battaglia di fondamentale importanza. Per la Fiorentina pesa inoltre il doppio impegno europeo, con il ritorno dei sedicesimi di Conference League in programma il 19 marzo in Polonia contro il Rakow.
L'appuntamento è fissato per stasera alle 20:45 allo Stadio Giovanni Zini. Una sfida che andrà ben oltre il semplice risultato sportivo: la permanenza in massima serie potrebbe effettivamente essere decisa proprio su campi come questo, dove la disperazione e la determinazione faranno la differenza.














